Palazzo delle Poste a Trento, la riqualificazione è pronta: ci saranno negozi, appartamenti e un ristorante. Baggia: "Finalmente verrà data nuova vita ad uno spazio importante della città"
La storia viene ripresa dal Fondo ambiente italiano. Il Palazzo è opera del fiorentino Angiolo Mazzoni, celebre ingegnere e architetto che fu uno dei maggiori progettisti di edifici pubblici. Dopo anni di dibattito e discussioni ora il progetto di riqualificazione è arrivato ad un punto importante

TRENTO. Finalmente ci siamo. Il progetto per avviare la riqualificazione del palazzo delle Poste di Trento sembra essere ormai arrivato ad un punto cruciale. E' infatti stato avviato in questi mesi un dialogo fra la Poste, gli architetti e Sovraintendenza per valutare gli interventi messi nero su bianco e poi partire con i lavori.

“Finalmente siamo arrivati ad un punto importante per riuscire poi a riqualificare uno spazio della città di Trento che da anni attende un intervento” ha spiegato a il Dolomiti Monica Baggia assessora del Comune di Trento con delega in materia di pianificazione territoriale ed edilizia privata.
LA STORIA
Il Palazzo delle Poste di Trento è sorto su quello che all'inizio era un zuccherificio distrutto in un incendio nel 1845. Fu poi sostituito, ad opera dell'austriaco Friedrich Setz, dal palazzo delle Poste imperial-regie in rigoroso stile austro-ungarico, successivamente demolito.
(Sergio Perdomi, L'antico Palazzo delle Poste, 1920-1929, gelatina ai sali d'argento su vetro. Trento, Archivio fotografico storico provinciale, fondo Raccolta miscellanea)

Quello che vediamo oggi è l'edifico opera del fiorentino Angiolo Mazzoni, celebre ingegnere e architetto che fu uno dei maggiori progettisti di edifici pubblici, stazioni ferroviarie e uffici postali della prima metà del XX secolo.
Al termine della prima guerra mondiale ci fu il passaggio del Trentino al Regno d'Italia e poco dopo l'arrivo del regime fascista. In una situazione di crisi si vollero finanziare una serie di opere per un rilancio economico. A Trento l'obiettivo fu quello di finanziare degli interventi che cancellassero le tracce austroungariche.
(Enrico Unterveger, Piazza Vittoria con l'antico Palazzo delle Poste durante la demolizione del Palazzo del Vescovado, 1922-1923, gelatina ai sali d'argento su carta. Trento, Archivio fotografico storico provinciale, fondo Archivio Luciano Eccher)

Da qui la realizzazione del monumento a Cesare Battisti sul Doss Trento, le scuole Raffaello Sanzio, piazza Battisti e tanti altri. In questo periodo si decise anche per il rifacimento del palazzo delle Poste e della stazione di Trento. Entrambi i progetti furono affidati, come detto, all'architetto Mazzoni.
Una personalità notevole con specifici legami politici e culturali. Sono numerosi i sui progetti in tutta Italia. L'esigenza era quella di coniugare le tendenze del periodo con il recupero delle strutture esistenti.
Nell'attuale palazzo furono, quindi, inglobate alcune parti delle strutture precedenti. Per la costruzione vennero usati materiali locali come il porfido ocra di Predazzo (per la cassetta delle lettere), il marmo giallo di Mori (gradini dello scalone) e il calcare bianco di Pila (lesene diamantate esterne).
È esteso su di una superficie di 5100 metri quadrati, che si articola in modo simmetrico attorno a due cortili laterali. L'edificio, in cemento armato. Le facciate esterne erano originariamente intonacate di color azzurro sabaudo, simbolo dell'italianità di Trento.
IL PROGETTO
Il progetto, come già detto, è completo ed è stato messo ora sul tavolo istituito con la Sovraintendenza. L'obiettivo è quello di vagliare assieme i vari interventi anche conservativi che verranno messi campo.

Uno degli aspetti sui quali gli architetti hanno lavorato è quello del recupero, dove possibile, dell'intonaco di color azzurro che si può vedere in una delle grandi facciate del palazzo.

Il progetto vede l'inserimento nel grande edificio di varie funzioni. Si prevede, la creazione di alcuni spazi commerciali e anche di un ristorante al piano terra. Uno spazio verrà poi lasciato all'ufficio postale oggi presente.
Proseguendo verso l'alto un piano del palazzo sarà adibito a uffici direzionali e nella parte più alta, sarà presente lo spazio residenziale con appartamenti per affitti brevi oppure per studenti.
(Le foto storiche provengono dall'Archivio fotografico provinciale, in capo alla Unità di missione strategica soprintendenza per i beni e le attività culturali della Provincia autonoma di Trento, con sede in via San Marco 27)












