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| 20 feb 2023 | 16:14

Pericolo hacker, già diversi attacchi informatici anche in Trentino. Paissan: ''Sono banditi digitali organizzati, servono aiuti alle imprese per adeguare la sicurezza''

A livello nazionale un'azienda su quattro è stata colpita da problemi relativi alla sicurezza informatica (26%), e il 52% destinerà nell’anno in corso risorse per la messa in sicurezza dei propri dati, per un investimento complessivo di quasi 470 milioni di euro. Il presidente di Confesercenti Trentino: "Servono sostegni, perché il fenomeno di hackering ha mostrato un’accelerazione e questo ci impone di ragionare su specifiche attività di formazione e sensibilizzazione anche a livello di micro impresa, nel mondo del commercio, dei servizi e del turismo"

Pericolo hacker, già diversi attacchi informatici anche in Trentino

TRENTO. Il pericolo hacker preoccupa sempre di più le piccole e medie imprese trentine. A livello italiano, secondo gli ultimi dati forniti da Confesercenti, un'azienda su quattro è stata colpita da problemi relativi alla sicurezza informatica (26%), e il 52% destinerà nell’anno in corso risorse per la messa in sicurezza dei propri dati, per un investimento complessivo di quasi 470 milioni di euro.

 

Un problema che riguarda sempre di più anche le attività economiche. La progressiva digitalizzazione del terziario ha portato infatti quasi la totalità delle imprese intervistate - il 97% - ad adottare uno o più sistemi informatici: il 90% ha un sistema di posta elettronica gestito internamente, il 73% ha un sito web, mentre il 61% si avvale di un software o piattaforma gestionale interna. Un ulteriore 35% mette a disposizione dei clienti una rete Wi-Fi pubblica, mentre il 28% gestisce un portale di e-commerce. 

 

Ma anche la salvaguardia di dati sensibili e informazioni riservate è un fattore critico, viste le nuove indicazioni circa l’acquisizione, la gestione, l’utilizzo e l’archiviazione dei dati personali. Per questo, il 49% delle Pmi ritiene di dover fare di più per garantire la sicurezza dei propri dati e dell’attività, mentre una quota appena superiore - il 52% - prevede di destinare risorse a questo fine nell’anno in corso, con una spesa media di 4.800 euro per impresa, per un totale di oltre 470milioni. Solo il 50%, però, ha già individuato un fornitore di servizi a cui affidarsi.

 

““Il pericolo esiste anche per le aziende trentine – ha spiegato il presidente di Confesercenti del Trentino Mauro Paissan - e diversi attacchi informatici, non solo si sono già verificati anche nel nostro territorio, ma vi è una sorta di tabù nel rendere di dominio pubblico l’attacco hacker subito. Spesso a un attacco hacker, che minaccia e impedisce l’attività compromettendo il patrimonio di un’impresa, segue un riscatto economico. Spesso abbiamo a che fare con banditi informatici e digitali ben organizzati e strutturati, è quindi chiaro che il problema non può riguardare solo il singolo colpito, ma l’intero sistema nel suo complesso”.

 

Paissan si sofferma sul quadro che emerge dal sondaggio: un quarto delle attività intervistate ammette di avere già avuto problemi, dall’altro, solo una su due ha deciso di investire per migliorare le proprie difese e per lo più sono le più grandi e strutturate. “Le imprese saranno ‘costrette’ a sostenere spese per la sicurezza informatica - prosegue il presidente di Confesercenti - È chiara l’esigenza di introdurre provvedimenti per incentivare l’adozione delle necessarie misure di sicurezza da parte di tutte le attività economiche, comprese le Pmi. Servono sostegni, perché il fenomeno di hackering ha mostrato un’accelerazione e questo ci impone di ragionare su specifiche attività di formazione e sensibilizzazione anche a livello di micro impresa, nel mondo del commercio, dei servizi e del turismo. 

 

Paissan lancia dunque una proposta rivolgendosi al presidente Maurizio Fugatti all'assessore Spinelli. “E' fondamentale aprire immediatamente un confronto con la pubblica amministrazione – spiega - su incentivi e altre forme di aiuto che si possano mettere in campo per garantire un adeguamento degli standard di sicurezza e di preparazione del tessuto imprenditoriale. Questo anche nel quadro di revisione della legge provinciale incentivi alle imprese che è in corso di revisione e perfezionamento proprio in questo periodo storico da parte dell’assessore Spinelli e il suo gruppo dirigente di riferimento”.

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