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| 12 ott 2023 | 16:58

Picco di incidenti fatali nei cieli della val di Fassa, si valuta una regolamentazione dei decolli dal Col Rodella

Negli ultimi tre mesi sono stati registrati diversi incidenti per i piloti dei parapendii, alcuni purtroppo fatali. Da qui un'iniziativa di sensibilizzazione e un incontro delle autorità per capire se regolamentare i decolli e se adottare degli accorgimenti mirati

Picco di incidenti fatali nei cieli della val di Fassa, si valuta una regolamentazione dei decolli dal Col Rodella
di Redazione

CAMPITELLO DI FASSA. Troppi incidenti in volo, numerosi i piloti di parapendio precipitati in particolare in val di Fassa nelle ultime settimane e così si valuta una regolamentazione dei decolli, in particolare dalla zona del Col Rodella. 

 

In alcuni casi i soccorritori sono dovuti intervenire per incidenti avvenuti nel giro di pochi minuti. E visto l'ingente numero di parapendii in volo che spesso ha reso complesso l'avvicinamento dell'elicottero, il soccorso alpino era intervenuto per raccomandare ai piloti di prestare attenzione, fermando tempestivamente i decolli durante le attività degli operatori.

 

Da qui l'iniziativa promossa dai carabinieri della compagnia di Cavalese in accordo con i sindaci di Canazei e di Campitello di Fassa per organizzare un incontro nelle prossime settimane. Un appuntamento che coinvolge i rappresentanti locali del soccorso alpino, il Nucleo elicotteri della Provincia, la Società incremento turistico Canazei, l'Azienda per il turismo val di Fassa e l’associazione Icarus. Presenti anche i referenti dell'Enac.

 

L'intenzione è quella di proporre un’attenta valutazione sulle dinamiche dei diversi sinistri di volo, anche fatali, avvenuti durante gli ultimi 3 mesi nella zona del Col Rodella, punto di lancio particolarmente ambito dai piloti di parapendio e frequentato ultimamente anche da moltissimi stranieri.

 

L’obiettivo, viene spiegato, è comprendere se sia opportuna in questa località una minima regolamentazione della disciplina e l’adozione di accorgimenti mirati, con l'obiettivo di evitare specifiche aree di volo maggiormente pericolose, sia in relazione alle dinamiche delle correnti e ai profili orografici che caratterizzano la zona, sia nella sovrapposizione con le zone di decollo e volo degli elicotteri (in primis quelli che si dedicano alle attività di soccorso) o comunque individuare procedure in condizioni di emergenza che rendano più sicura tale attività e l’eventuale interazione con altre.

 

Le autorità, aggiungono nella nota, non vogliono puntare il dito verso una disciplina ormai consolidata tra le Dolomiti e che richiama un flusso turistico specifico anche fuori stagione ma "non può essere trascurato il picco di incidenti fatali sul territorio".

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