Protesta al Casteller, "insultato perché allevatore". Il titolare della fattoria San Rocco a sostegno dell'orsa Jj4: "L'estremismo di certi animalisti crea solo divisioni"
Il 23 aprile si sono radunate più di 500 persone per chiedere la liberazione degli orsi M49 'Papillon' e Jj4 'Gaia'. Accanto alle diverse sigle animaliste anche "liberi cittadini" sostenitori della causa. Giovannini: "Vorrei poter suggerire che il territorio Trentino in questo momento ha più bisogno di cittadini rispettosi e informati che di 'animalisti' appartenenti a tali associazioni visto quanto mi è successo"

TRENTO. Non sono mancati momenti di tensione anche tra i manifestanti, ieri (23 aprile) davanti ai cancelli del Casteller, dove sono confinati gli orsi M49 "Papillon" e Jj4 "Gaia", quest'ultima catturata dopo aver ucciso il giovane Andrea Papi nei boschi di Caldes, il 5 aprile scorso.
A chiedere la liberazione dei due plantigradi oltre 500 persone (venute da diverse parti d'Italia) che si sono riunite alla manifestazione organizzata dagli attivisti della Campagna StopCasteller. All'appello non sono mancate le sigle animaliste ma anche cittadini sostenitori della causa, tra cui l'allevatore trentino Sandro Giovannini, interrotto in malo modo dopo aver detto di essere un allevatore.
"Ho partecipato da 'libero cittadino' alla manifestazione per salvare l'orsa JJ4 - dichiara Giovannini - . Ma ieri ho pure imparato, dopo un mio intervento libero alla fine di quelli delle varie associazioni presenti, il significato della parola 'animalista'. Ebbene, sicuramente tale vocabolo non mi appartiene. Vorrei però poter suggerire che il territorio Trentino in questo momento, ha più bisogno di cittadini rispettosi e informati che di 'animalisti' appartenenti a tali associazioni visto quanto mi è successo".
Dopo aver chiesto di parlare e verso la fine dell'intervento, "sono stato attaccato - prosegue - da un gruppo di persone, non appena mi sono definito 'allevatore'". Questa la parola che ha fatto accendere la scintilla.
"Un buon allevatore - aggiunge - cresce con amore i suoi animali, li rispetta, sono la sua fonte di sostentamento e alla fine se ne deve 'separare'. Questo è tutt'altra cosa rispetto all'allevamento intensivo, che io invece condanno totalmente. Sono stato considerato a torto 'allevatore' perché ho una decina di animali per passione. L'estremismo della Giunta Fugatti è paragonabile a quello di certe associazioni animaliste. Il risultato? Niente dialogo e guerra.".
Giovannini, possiede da circa 10 anni la fattoria San Rocco dove si occupa di 2 asine, 2 pecore e 5 capre e da più di 20 anni è specializzato in addestramento di cani da ricerca. Lui è stato tra i promotori dei '28 venerdì di protesta' davanti alla Provincia iniziate lo scorso anno, per chiedere che il progetto Life Ursus "tornasse nelle mani di esperti per informare gli abitanti sui grandi carnivori, che si procedesse con l'installazione di cassonetti anti orso e l'apertura di corridoi faunistici".
Tutti punti emersi proprio a seguito del drammatico episodio a Caldes. "Alcuni animalisti non mi hanno lasciato finire di parlare, nonostante fossimo lì per la stessa causa. Care associazioni - conclude - , forse un po' di più rispetto altrui e meno fermento alla parola 'allevatore' e così forse potreste contribuire attivamente al cambiamento. Perseverando nel vostro essere estremisti, si creeranno solo dei muri che dividono. In questo momento abbiamo bisogno di dialogare fra le parti".














