Quasi 50 mila euro di indennità a tutti i consiglieri provinciali per la fine mandato, Degasperi: "Ecco la gratifica natalizia. Continuate a votare per chi le aumenta"
Il consigliere di Onda pubblica la cifra sui suoi canali social. "Si tratta di un'indennità prevista per legge: ogni mese ci viene trattenuta una cifra che poi ci viene liquidata a fine mandato. Una sorta di tfr, di trattamento di fine rapporto. La cifra è pubblica, tutti possono controllare"

TRENTO. Quasi 50mila euro di indennità di fine mandato. E' quanto percepiscono i consiglieri regionali uscenti.
Lo scrive in un post sulla pagina Facebook il consigliere di Onda Filippo Degasperi. “Si tratta di un'indennità che è prevista dalla legge 2012: ogni mese ci viene trattenuta una cifra che poi ci viene liquidata a fine mandato. Una sorta di tfr, di trattamento di fine rapporto – spiega. - La cifra è pubblica, tutti possono andare a controllare. Ma io ho voluto pubblicarla per un mio senso di trasparenza e in modo che tutti sappiano, anche chi non conosce la legge”.
Degasperi ci tiene a specificare che "non vuole dare giudizi, ma solo fare sapere alle persone cosa prevede la legge. Importante – aggiunge – è che nessun elettore del centrodestra o del centrosinistra abbia nulla da ridire o recriminare”. E ancora: ''Non posso che ringraziare gli elettori che, anziché votare quelli che le indennità volevano ridurle, hanno preferito quelli che ce le hanno aumentate''.
“Noi – precisa Degasperi – abbiamo tentato di modificare la legge, senza successo. Non voglio fare il populista, ma si dovrebbe ragionare su un parametro a cui ancorare l'indennità dei consiglieri regionali, magari un parametro legato al risultato dell'azione politica”.
Nel suo post, il consigliere di Onda ci tiene a specificare che “come già avvenuto in passato, oltre a continuare nei tentativi di modificare la legge in vigore” userà una parte della somma ricevuta come liquidazione “per iniziative di interesse generale: per esempio – spiega – la scorsa legislatura ho pagato le fatture degli avvocati nel processo contro i vitalizi, durato cinque anni, in cui mi ero costituito parte civile, oppure per sostenere spese legali per difendere qualche nostro iscritto da attacchi pretestuosi”.













