Consiglieri regionali e arretrati da 20mila euro (lordi): tra donazioni, impegno civico e dubbi sul Fondo regionale. I sindacati: ''È lo stipendio annuo di un lavoratore"
Parliamo di poco meno di 7 mila euro lordi per il 2022 e di circa 12 mila euro, sempre lordi, per il 2023. Se da un lato la maggior parte dei consiglieri si dice pronta a reindirizzare questi arretrati verso il sociale (rinunciare non è possibile perché sono stati già accreditati dalla Regione), dall'altro molti non si fidano del “Fondo regionale per le famiglie e l'occupazione”

TRENTO. C'è chi ha deciso di reindirizzarli verso alcune associazioni, chi parla di impegno civico nella propria comunità e chi invece tira un sospiro perché li utilizzerà, almeno in parte, per pagare le spese delle scorse elezioni provinciali.
Stiamo parlando degli arretrati che sono arrivati nelle buste paga dei consiglieri provinciali nel mese di marzo. Si tratta di quegli aumenti che già in passato i sindacati avevano chiesto di rinunciare in favore delle tante famiglie che si trovano in difficoltà. Parliamo di poco meno di 7 mila euro lordi per il 2022 e di circa 12 mila euro, sempre lordi, per il 2023. Poi gli importi variano a seconda del periodo di consiliatura.
“Arretrati per circa 20 mila euro – hanno spiegato i sindacati – cifre che quasi equivalgono da sole alla retribuzione media annua di un lavoratore dipendente che in Trentino supera di poco i 21 mila euro”.
Se da un lato la maggior parte dei consiglieri si dice pronta a reindirizzarli verso il sociale (rinunciare non è possibile perché sono stati già accreditati dalla Regione), dall'altro molti non si fidano del “Fondo regionale per le famiglie e l'occupazione”. “La mia intenzione – ha spiegato Paolo Zanella – è quella di dare questi soldi a chi ne ha bisogno. Si tratta di reindirizzarli verso chi aiuta le persone in difficoltà. È un impegno che sto portando avanti e voglio continuare.” Al momento la scelta di mettere i soldi sul Fondo regionale è in stand-by. “Sto attendendo – spiega – che arrivi una relazione su come vengono utilizzati questi soldi. Una volta capito, farò la mia scelta”.
Paola Demagri di “Casa Autonomia.eu” in queste settimane è impegnata come candidata sindaca a Cles e spiega che “Tutto quello che ho ricevuto lo reinvesto nell'impegno civico.” Un impegno, ha spiegato la consigliera, “che porto avanti da tempo per la mia comunità”.
Sulla stessa linea l'ex consigliere provinciale Michele Dallapiccola. “L'indennità da consigliere e gli arretrati miei e della consigliera Demagri – spiega – li abbiamo usati per portare avanti il nostro impegno civico in favore della comunità. Abbiamo sempre reinvestito i soldi per portare avanti lo scopo del movimento: un'associazione politico-culturale che si spende per stimolare l'impegno civico”.
La consigliera Lucia Coppola dell'Alleanza Verdi Sinistra chiarisce di aver già 'restituito' diverse migliaia di euro dell'indicizzazione. “Ora sto riflettendo su come reindirizzare questi soldi – ci spiega – devo tener presente l'arretrato pesante di spese delle scorse elezioni provinciali, essendo io poi anche l'unica entrata in consiglio. Ma accanto a questo ho soprattutto l'impegno che porto avanti nell'aiutare tre associazioni a livello nazionale e locale”.
Per Filippo Degasperi di Onda, invece, zero fiducia nel “Fondo regionale per le famiglie e l'occupazione” e parla di “riservatezza” su come verranno reindirizzati i fondi. “In passato avevamo rendicontato e reso pubblico come usavamo i soldi – spiega a Il Dolomiti – ma oltre a non essere stati 'premiati' dagli elettori, siamo stati anche criticati perché ci è stato detto che facevamo propaganda, quindi ci rimettiamo alla riservatezza”.
Sul reindirizzamento per scopi sociali, Degasperi spiega: “Non voglio fare il francescano, ma sicuramente una parte la userò per scopi sociali, l'ho sempre fatto e continuerò a farlo. All'inizio, stiamo parlando del 2014, avevo ridato i soldi alla Regione, ma poi avevo anche capito che in quel momento non c'erano iniziative e venivano usati per scopi non sociali. Così li avevo mandati in Provincia e avevo proposto una mozione per dare un indirizzo e una destinazione a questi arretrati. Il centrosinistra di allora però la bocciò. Così ho sempre cercato scopi più utili”.
Luca Guglielmi della lista “Fassa” è pronto a devolvere l'arretrato ad alcune associazioni. “Da quando sono consigliere provinciale, ho sempre usato parte della mia indennità per aiuti sociali a diverse associazioni e la stessa cosa avverrà anche per questi arretrati che sono arrivati”. Sull'ipotesi di un versamento degli arretrati nel “Fondo regionale per le famiglie e l'occupazione” spiega: “Non l'ho mai fatto, sarebbe una speculazione intellettuale restituirli alla Regione. Continuerò a fare quello che ho sempre fatto”.
Sono di 1.256 euro lordi, pari a un mese, gli arretrati che ha ricevuto la consigliera del PD, Francesca Parolari. “La mia intenzione – ha spiegato a Il Dolomiti – è quella di utilizzare questi soldi per iniziative sociali per persone che ne hanno veramente bisogno”.
A dover ancora decidere cosa fare è il consigliere di Autonomisti Popolari Walter Kaswalder. “Non ho ancora guardato se sono arrivati gli arretrati. Bisogna poi fare i conti con le tasse, vedremo quando sarà la cifra finale e poi deciderò cosa fare”.
A parlare di una “classe politica che gode ancora di privilegi inaccettabili” sono i sindacati.
“Non si tratta di fare facile demagogia: non abbiamo mai nascosto l’opportunità e la necessità di prevedere una giusta retribuzione per chi si dedica alla politica ricoprendo un incarico nelle istituzioni. Una cosa è il giusto riconoscimento economico, cosa diversa è il privilegio. Restiamo dell’idea che gli aumenti delle indennità debbano essere agganciati agli aumenti contrattuali dei dipendenti pubblici in valore assoluto. Ipocrita e facile è usare l’aumento percentuale che per un lavoratore dipendente non copre comunque l’aumento del costo della vita registrato solo nell’ultimo triennio. Di fronte a questo ennesimo schiaffo alle lavoratrici e ai lavoratori auspichiamo almeno che consiglieri e consigliere versino la somma ottenuta nel Fondo regionale per le famiglie e l’occupazione” conclude la Cgil.













