Rischio valanghe e dissesto idrogeologico: il ministero annuncia oltre 7 milioni di euro per il Trentino (ma dalla Pat al momento non si hanno notizie)
La comunicazione arriva dalla vice-ministra dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava: il governo ha stanziato oltre 7 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico in Trentino. Le opere, dicono le autorità, riguarderanno il territorio dei Comuni di Malè e di Mezzolombardo

TRENTO. “Il dissesto idrogeologico è un tema fortemente attenzionato, abbiamo chiara la mappa delle fragilità del nostro Paese e stiamo lavorando con la massima celerità a protezione dei nostri territori e delle nostre comunità”. Sono queste le parole con le quali la vice-ministra dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava annuncia l'assegnazione di risorse per oltre 7 milioni di euro al Trentino contro il dissesto idrogeologico.
Per la precisione, il decreto ministeriale prevede fondi per 7.120.686 euro da destinare al territorio per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico valutati 'urgenti e prioritari'. Nel dettaglio, le opere riguarderanno i territori dei comuni di Malè e di Mezzolombardo contro il rischio valanghe e a difesa della pubblica incolumità. “L'attuazione del cronoprogramma – dice il Ministero – è ora affidata al presidente della Provincia autonoma, in qualità di Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico”.
Per quanto riguarda il territorio di Mezzolombardo, il sindaco Christian Girardi ha spiegato a il Dolomiti come i fondi verranno destinati alla messa in sicurezza dell'area sportiva a nord dell'abitato, da molti anni interessata dalla caduta di rocce e detriti dalla parete della montagna: “E' un'opera che aspettiamo da oltre 30 anni – dice il primo cittadino –, basti pensare che il primo progetto nella zona risale addirittura al '91. Per noi si tratta di una notizia molto importante e nei prossimi giorni ne presenteremo i dettagli in una conferenza stampa”.
Non è ancora chiaro invece in che modo le risorse verranno utilizzate nel territorio di Malè, dove a quanto pare dovrebbero comunque essere approntate delle opere per ridurre il rischio rappresentato dalle valanghe. L'attuazione del cronoprogramma, come detto, è infatti in mano alla Provincia, ma Piazza Dante non ha ancora risposto alle richieste de il Dolomiti per ulteriori informazioni in merito all'utilizzo dei fondi nei due territori citati nella nota del Ministero.














