Rubata la storica insegna della Distilleria Alpina di via Grazioli: "L'aveva fatta realizzare mio nonno quasi 100 anni fa"
Sconcerto e rabbia. La storica insegna della Distilleria Alpina di via Grazioli è stata rubata negli scorsi giorni: "L'aveva fatta realizzare mio nonno: era dipinta a mano. La speranza è che ci venga restituita. Ha un grande valore affettivo ma anche storico"

TRENTO. Un pezzo di storia di Trento è 'scomparso', sottratto dal luogo in cui è rimasto per quasi un secolo: "Si tratta dell'insegna della Distilleria Alpina aperta da mio nonno - anticipa Niyanka Diego Pontillo, che a Il Dolomiti racconta quanto avvenuto negli scorsi giorni -. Molto probabilmente si è trattato di una bravata. Un gesto davvero infelice di chi probabilmente non sa che valore (affettivo e storico) avesse quel cartello dipinto a mano".
La Distilleria Alpina Pontillo, "che un tempo sorgeva nella villa di proprietà di mio nonno in via Grazioli, diventata poi condominio", era nata negli anni Trenta grazie alla lungimiranza del dottor Agostino (laureato alla Ca' Foscari di Venezia), che brevettò l'Amaro alpino, prodotto a base di erbe. "Aveva quindi fatto realizzare una meravigliosa insegna dipinta a mano", spiega oggi il nipote Niyanka, resistita alla tirannia del tempo: "Nonostante la sede dell'attività non sia più in via Grazioli, l'insegna è stata lasciata nello stesso posto: sulle colonne dell'edificio in cui tutt'oggi vive la famiglia Pontillo".
Questo, fino a qualche giorno fa, quando il prezioso cartello è scomparso: "Fino al 29 settembre c'era - assicura Pontillo -. Vivo a Milano ma a fine settembre ero tornato a Trento e il cartello del nonno c'era ancora. Poi, sono tornato ancora ieri sera, 13 ottobre, ma l'insegna non c'era più. Dev'essere stata rubata negli scorsi giorni - fa notare -. Forse una bravata di qualche ragazzino, forse un vero e proprio furto: sicuramente, chi l'ha presa non sa che valore affettivo avesse per la nostra famiglia quel cartello ma anche la sua importanza a livello storico". L'insegna, infatti, narrava un pezzo di storia di una via della città nel tempo completamente mutata.

"L'auspicio è chi ha compiuto l'infelice gesto si penta e ci restituisca l'insegna del nonno - conclude Niyanka -. La speranza non è molta ma voglio credere che accadrà".


















