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| 18 ago 2023 | 11:21

Stanchi della 'solita' vacanza? Ecco la vendemmia turistica: “Una grande opportunità per toccare i grappoli, raccoglierli e vedere come vengono pigiati”

Grazie ad un protocollo siglato tra l'Ispettorato nazionale del lavoro dell'Associazione nazionale Città del vino (che raccoglie diversi Comuni anche in Trentino Alto Adige) la pratica della vendemmia turistica è stata ufficialmente regolamentata: gli enoturisti potranno raccogliere, in sicurezza, i grappoli d'uva tra i filari dei vigneti

Stanchi della 'solita' vacanza?

TRENTO. Una vacanza alternativa, all'insegna della scoperta e della cultura enologica: ecco la vendemmia turistica. La proposta, già portata avanti in passato nel nostro Paese ma mai normata ufficialmente (se non in Piemonte e Friuli Venezia Giulia), è al centro di un recente protocollo d'intesa siglato tra l'Ispettorato nazionale del lavoro e l'Associazione nazionale Città del vino (che raccoglie diversi Comuni anche in Trentino Alto Adige) che ha permesso una regolamentazione a livello nazionale.

 

Ora insomma, gli enoturisti interessati potranno partecipare alla vendemmia ed acquisire anche questa esperienza, raccogliendo tra i filari dei vigneti i grappoli di uva. “L'enoturismo in Italia – dice l'associazione Città del Vino – è una realtà che coinvolge oltre 14 milioni di persone, un trend in crescita e un'offerta di proposte esperienziali che vanno dai tour alla degustazioni, il tutto all'insegna del relax tra vigne e cantine. Ora è stata finalmente regolamentata la cosiddetta vendemmia turistica, un'esperienza coinvolgente e formativa che le cantine italiane possono proporre ai loro visitatori”.

 

Per vendemmia turistica, si legge nell'accordo: “Si intende l'attività di raccolta dell'uva, non retribuita, di breve durata, a carattere culturale e ricreativo, svolta da turisti e correlata al soggiorno in strutture ricettive del territorio e alla visita e degustazione delle cantine locali nell'ambito di un'offerta turistica di tipo integrato”.

 

“La vendemmia turistica – dice Angelo Radica, presidente dell'associazione – è una pratica che è stata già sperimentata in passato in diverse regioni italiane ma che non aveva, tranne che in Piemonte e in Friuli Venezia Giulia, una regolamentazione. Lo scorso 12 luglio abbiamo sottoscritto un protocollo che disciplina in maniera organica e puntuale lo svolgimento della vendemmia turistica dando la possibilità alle imprese enologiche e alle cantine di ospitare turisti per farli vendemmiare in un appezzamento ben identificato, utilizzando abbigliamento e calzature adatte”.

 

Un'opportunità offerta anche alle aziende, continua Radica: “Perché per gli enoturisti poter toccare i grappoli, raccoglierli, vedere come vengono pigiati è un'esperienza molto attesa e apprezzata”. Durante le attività i turisti saranno poi seguiti da tutor aziendali con specifica formazione che vigileranno sul rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza. “Per un’azienda vinicola sperimentare e avviare la vendemmia turistica è molto semplice – conclude Radica – basta una e-mail o una Pec, e caricare le informazioni sul portale del SUAP di ogni comune indicando il numero, i nominativi e il numero della polizza delle persone che parteciperanno alla vendemmia”.

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