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Trento
14 giugno | 19:37

"Non sono gli appartamenti turistici a creare l'emergenza casa", in Trentino cresce l’ospitalità extralberghiera, l'associazione: "Servono regole chiare e meno burocrazia"

Mentre il dibattito nazionale si accende sulle nuove normative legate agli affitti brevi – con la recente sentenza del Tar Lazio che riaccende il confronto sui margini di intervento delle amministrazioni locali – in Trentino il comparto extralberghiero guarda all’estate 2025 con un mix di ottimismo e consapevolezza strategica

"Non sono gli appartamenti turistici a creare l'emergenza casa"

TRENTO. Mentre a livello nazionale il settore degli affitti brevi torna sotto i riflettori a causa delle sentenze che ridisegnano i margini di intervento delle amministrazioni locali, anche in Trentino l’extralberghiero si sta prepando  alla stagione estiva. Se da un lato c'è ottimismo per le prenotazioni che crescono, non mancano questioni che devono essere ancora affrontate: dalla difficoltà di coniugare libertà imprenditoriale e regole chiare, fino all’impatto sul mercato immobiliare e alla gestione digitale ancora a macchia di leopardo. A lanciare l'allarme a  fare il punto sulla situazione è Maurizio Osti, presidente dell’Associazione Trentino Appartamenti .

 

“Le prenotazioni mostrano segnali incoraggianti. Accanto a un’irriducibile quota di last-minute – ha spiegato Osti - si sta consolidando una domanda più strutturata, con maggiore anticipo sui soggiorni e crescente attenzione alla qualità dell’offerta”.

 

Un segnale importante, spiega l'associazione, perché testimonia che i turisti non cercano più solo una sistemazione d’appoggio, ma una vera e propria esperienza abitativa integrata nel territorio.  “Chi sceglie l’appartamento in Trentino cerca autonomia, ambienti familiari, giardini o terrazze dove godersi la montagna in tranquillità. E la connettività non è più un optional: lo smart working ha allungato le vacanze e alzato le aspettative. Sempre più spesso le famiglie decidono di lavorare qualche giorno da remoto, prolungando i soggiorni e contribuendo così alla destagionalizzazione, che per noi rappresenta una leva strategica” spiega Osti. 

 

Questo tipo di soluzione non è peculiare delle zone del Trentino più vocate al turismo, quali valli, montagna, laghi. La stessa città di Trento (secondo dati fornitici dal Comune ed aggiornati al 15 maggio) può vantare 488 appartamenti turistici dotati di Cin su un totale di 618 strutture ricettive di varia tipologia censite nel capoluogo. Interessante notare che, su questi 488, 138 sono gestiti in forma imprenditoriale (ossia con partita iva) e 350 in forma non imprenditoriale, ossia gestiti da privati con il proprio Codice Fiscale. Sulla questione, osserva Osti, “mi si conceda una breve nota a margine: non sono certo 488 appartamenti turistici su un totale di 12.000 appartamenti sfitti nel capoluogo trentino a creare l’emergenza casa, oggetto proprio in questi giorni di analisi e dibattiti sia a livello locale che nazionale”.

 

Sul fronte delle sfide, resta centrale la questione stagionalità e altro fronte caldo è la gestione digitale: “Oggi non basta essere online. Serve saperci stare: recensioni, channel manager, customer care automatizzati e mirati. La reputazione digitale è il nuovo capitale fiduciario: chi la cura, vince”.

 

In un contesto nazionale in cui si moltiplicano norme, sentenze e interpretazioni sull’affitto breve – come nel caso della Keybox e degli obblighi Cin oggetto della recente sentenza romana – Osti invita a un approccio pragmatico: “Anche se il quadro normativo trentino è attualmente stabile, serve massima vigilanza. Ogni nuova regolamentazione può avere effetti a catena sulla gestione locale e sulla libertà di iniziativa degli operatori. Il rischio è che un eccesso di burocrazia o una normativa poco chiara scoraggino proprio quei piccoli proprietari che garantiscono un’accoglienza familiare e di qualità”.

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