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Trento
26 luglio | 10:23

“Overtourism? Serve un tavolo interistituzionale per regolare il fenomeno. Sul Seceda superato un limite strutturale e sociale”

A lanciare l'appello dopo il caso del tornello apparso sul Seceda è la Uiltucs Trentino Alto Adige: “L'obiettivo è costruire, in modo condiviso, politiche di regolazione sostenibile che salvaguardino l'ambiente, tutelino i diritti dei lavoratori e garantiscano un futuro equilibrato per le comunità locali e la stessa offerta turistica”

“Overtourism? Serve un tavolo interistituzionale per regolare il fenomeno

TRENTO. “Overtourism in Trentino Alto Adige: è necessario un tavolo interistituzionale per regolare il fenomeno”. È questo l'appello che arriva dalla Uiltucs regionale, che di fronte ai recenti casi emersi in Trentino Alto Adige chiede di prendere delle misure per gestire gli effetti della sempre crescente pressione turistica su territori e comunità.

 

“Il Trentino Alto Adige – dicono dal sindacato – è oggi una delle destinazioni turistiche più attrattive d'Europa. Tuttavia, il successo turistico crescente presenta un conto salato, che ricade sempre più spesso sui territori, sui lavoratori e sulle comunità locali”.

 

Negli ultimi mesi, continua la sigla: “Il dibattito sull'overtourism si è intensificato, spinto da dati sempre più preoccupanti e da episodi emblematici come quello del Seceda, dove l'installazione di un tornello per limitare gli accessi rappresenta un segnale d'allarme evidente: è stato superato un limite strutturale e sociale”. La nota località altoatesina è stata tra l'altro protagonista di un ulteriore caso negli ultimi giorni, con le lunghissime file per accedere agli impianti che hanno presto fatto il giro del web.

 

“La Uiltucs Trentino Alto Adige – si legge nella nota diffusa dal sindacato – da sempre impegnata nella difesa della qualità del lavoro e della vita nei settori del turismo e del commercio, rivolge un appello alle istituzioni provinciali e regionali: è urgente l'apertura di un tavolo interistituzionale permanente per affrontare con serietà e responsabilità il fenomeno dell'overtourism. L'obiettivo è costruire, in modo condiviso, politiche di regolazione sostenibile che salvaguardino l'ambiente, tutelino i diritti dei lavoratori e garantiscano un futuro equilibrato per le comunità locali e la stessa offerta turistica”.

 

La stessa Uiltucs aveva organizzato un incontro sul tema (“Overtourism e diritto al territorio”) a Bolzano negli scorsi mesi: “Studiosi, amministratori pubblici, operatori del settore e lavoratori – scrivono – hanno esaminato il fenomeno nel dettaglio e avanzato proposte concrete. I numeri emersi sono inequivocabili: la Provincia di Bolzano registra l'indice di intensità turistica più alto d'Italia, con quasi 60 turisti per ogni residente (Qui il Dolomiti ha contestualizzato un dato simile emerso nelle scorse settimane in uno studio di Demoskopika). Un carico che si traduce in pressione abitativa, affaticamento delle infrastrutture, uso intensivo dei servizi pubblici e distorsioni del mercato del lavoro. Fenomeni come la precarietà diffusa, la difficoltà a reperire manodopera qualificata, la competizione degli affitti brevi e lo spopolamento delle aree interne stanno erodendo la sostenibilità sociale del turismo stesso”.

 

In definitiva il recente contingentamento degli accessi al Seceda, conclude il sindacato: “E' solo la manifestazione visibile di una saturazione sistemica. Il tema, però, non riguarda solo i numeri, ma la tenuta dell'equilibrio ambientale e del tessuto sociale”.

 

“Non possiamo – dice Stefano Picchetti, segretario regionale Uiltucs – continuare a vendere il territorio pezzo per pezzo, come se fosse una risorsa infinita. L'overtourism non è un fenomeno naturale, ma politico: lo si può affrontare solo se si ha il coraggio di governarlo”.

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