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Trento
25 novembre | 17:01

"Settore in crescita, ma servono regole chiare e strumenti più snelli", gli agriturismi del Trentino: "Agricoltura però in difficoltà, va ritrovato un equilibrio"

Sono circa 506 gli agriturismi in Trentino con un numero di presenze ancora in crescita rispetto all'anno scorso. La presidente dell’Associazione agriturismo Nicoletta Andreis: "La tendenza è buona, siamo arrivati con i dati di settembre in crescita esponenziale rispetto al 2024, perciò la supposizione è quella di una stagione che porterà a fare buoni numeri". Diverse le aperture della Provincia con gli assessori Roberto Failoni e Giulia Zanotelli per supportare il settore

di Giorgia De Santis

TRENTO. Regole chiare e strumenti più snelli, con un aiuto al settore agricolo e zootecnico in forte difficoltà, questo chiede l’Associazione riunita nella sala conferenze di Confcommercio, all’assemblea annuale degli agriturismi del Trentino, che da alcuni mesi hanno trasferito qui la propria sede operativa. All’incontro hanno partecipato numerosi operatori del settore, referenti del mondo agricolo e turistico e i due assessori provinciali di riferimento, Giulia Zanotelli e Roberto Failoni.

 

Un vertice, moderato da Corrado Tononi, molto partecipato con la presenza in platea anche del Comune di Trento, con l'assessore Alberto Pedrotti, di Coldiretti, della Federazione degli allevatori, della Cia-Confederazione agricoltori italiani del Trentino, di Accademia d'Impresa e altri rappresentanti delle associazioni di categoria. A introdurre i lavori, lunedì 24 novembre, è stata la presidente Nicoletta Andreis, la quale ha tracciato un quadro netto della situazione del comparto agricolo e agrituristico provinciale, evidenziando differenze profonde tra i due mondi e avanzando una serie di proposte concrete alle istituzioni.

 

“L’agriturismo è ormai una realtà consolidata e il suo valore va ben oltre i numeri, inevitabilmente più contenuti rispetto al settore alberghiero” ha affermato Andreis, ricordando come gran parte della comunicazione promossa da Trentino Marketing si basi su immagini legate alla natura, ai prati, ai boschi, alla zootecnia e alla cucina rurale, elementi identitari proprio dell’agriturismo.

 

La presidente ha sottolineato come il settore agricolo stia attraversando “uno dei periodi più difficili degli ultimi decenni”. Alle criticità burocratiche e amministrative si sommano infatti la volatilità dei mercati, l’aumento dei costi di produzione e la diminuzione della capacità di spesa dei consumatori.

 

Particolarmente allarmante la situazione della zootecnia, da cui arriva “una forte richiesta di aiuto alle istituzioni”. Secondo la presidente, senza un nuovo equilibrio per il mondo zootecnico alpino “rischiamo di perdere un presidio fondamentale per il territorio, rappresentato da allevatori e allevatrici che tengono vive le nostre montagne”.

 

Diverso il quadro dell’agriturismo, che continua a registrare numeri positivi e un apprezzamento crescente da parte dei turisti. L’ospitalità rurale, ha spiegato Andreis, è ormai “un tassello importante delle aziende agricole trentine”, capace di offrire soddisfazioni economiche e non solo. Tra le proposte avanzate, la presidente ha chiesto di semplificare la gestione delle aperture annuali, oggi vincolata all’allegato C. “Dichiarare giorni e orari a inizio anno – ha spiegato – non permette alle aziende di adattarsi alla stagione in corso”. Qui c'è un'apertura della Provincia, attraverso la conferma degli assessori in sala, all'opportunità di trovare correttivi.

 

Per questo, l’Associazione chiede l’introduzione di un software semplice, che consenta modifiche rapide garantendo comunque il rispetto delle ore agrituristiche massime consentite. Un sistema utile non solo agli agriturismi ma anche agli uffici provinciali, oggi chiamati a controlli complessi e ripetuti.

 

La presidente ha inoltre invitato a ripensare l’uso del fascicolo aziendale per il calcolo delle ore agricole, evidenziando come alcuni dati – dalla rotazione degli animali alle coltivazioni in quota – siano troppo variabili per essere valutati in modo uniforme.

 

Tra le altre richieste figura anche la riattivazione di un bando di riqualificazione agrituristica simile a quello del 2021, “un aiuto reale e concreto, semplice da gestire e molto apprezzato dalle strutture” ha ribadito Andreis. La presidente non ha nascosto le criticità interne al settore: “Accogliamo 170.000 turisti l’anno, per 500.000 presenze: qualità e rispetto delle regole sono fondamentali”.

 

Andreis ha denunciato casi di finte aziende agricole impreparate sulle norme, agriturismi che propongono prodotti non locali e, in alcuni casi, approdate al settore “solo per convenienza”.

 

Un altro tema che è stato richiamato all’attenzione è quello sul boom di richieste nella zona dell’Alto Garda, dove teme che “dietro alcune domande si nascondano interessi immobiliari, in un’area già satura dal punto di vista alberghiero”. Tra le soluzioni proposte ci sono quindi il rafforzamento del principio della multifunzionalità aziendale, l’inserimento di percentuali obbligatorie anche per chi offre solo camere e colazione, e garantire colazioni realmente agrituristiche, con prodotti locali e preparazioni artigianali.

 

In chiusura, la presidente ha lanciato un appello alle istituzioni e alle associazioni di categoria: alla politica, affinché ascolti le istanze del settore e individui soluzioni equilibrate, ad esempio sulla delicata questione dei formaggi a latte crudo, e ai sindacati e alle organizzazioni agricole, perché lavorino in sinergia, evitando contrapposizioni che rischiano di indebolire l’intero comparto.

 

"In questi anni il confronto è stato continuo e costante, tanto che nel 2020 abbiamo approvato una legge dedicata al mondo dell'agriturismo e ora c'è anche un regolamento attuativo per ridurre la burocrazia", ha detto l'assessora Giulia Zanotelli nel ribadire l'impegno della Provincia a supportare e sostenere il settore con azioni specifiche, bandi e sostegni. "Sicuramente il quadro geopolitico e gli eventi internazionali portano a nuove sfide ma credo che il Trentino può come sempre rispondere con responsabilità e serietà: l’autonomia è centrale nei ragionamenti e nel trovare le soluzioni più adatte".

 

La richiesta di aiuto viene ascoltata dalla politica. "Il quadro è complesso ma è essenziale fare squadra". E sulle "finte aziende", "serve attenzione negli interventi: sanare determinate situazioni che sono emerse non deve incidere oppure compromettere l'operatività delle aziende sane e che seguono le regole. Sicuramente una chiave è di puntare sui controlli puntuali, anche quelli in capo alle amministrazioni comunali". Un altro tema è la formazione "("Il percorso avviato dalla Provincia va nella giusta direzione, i posti delle iscrizioni sono andati esauriti subito e crediamo molto a questo aspetto"), che si allaccia anche al ricambio generazionale per "mantenere le caratteristiche del territorio, senza snaturare una vocazione". 

 

Una novità riguarda gli "Usi e costumi". "Lavoriamo con la Camera di commercio - ha aggiunto Zanotelli - per rispondere alle aziende, tuttavia bisogna avere pazienza perché è necessario tempo per risolvere alcune criticità".

 

La Provincia di centrodestra aveva diviso tra due assessorati agricoltura e turismo, una mossa che inizialmente aveva creato qualche preoccupazione. Una bontà della scelta rivendicata dall'assessore Roberto Failoni: "Le deleghe non devono necessariamente viaggiare unite perché è più importante il dialogo tra Dipartimenti e tessuto economico e sociale per poi prendere decisioni concrete. Non c'è concorrenza tra i settori, come alberghiero e agrituristico ma un'alleanza che guarda a mercati diversi e hanno esigenze diverse. Oggi abbiamo gli strumenti, con Trentino Marketing e competenze altissime, per sviluppare e sostenere il comparto".

 

Si punta anche sull'internazionalizzazione. "C'è stato un salto in avanti del settore e dobbiamo proseguire lungo questa strada per affrontare tutte le situazioni", ha evidenziato Failoni nel confermare che c'è l'intenzione - non solo la parte promozionale dell'enogastronomia - di rafforzare le strategie e le sinergie con Trentino Marketing per veicolare l'immagine e le offerte degli agriturismi.

 

Tutti abbiamo lo stesso obiettivo: aiutare le aziende agricole e gli agriturismi” - ha concluso la presidente-. “Chiedere meno burocrazia non significa chiedere meno regole: significa metterci nelle condizioni di applicarle correttamente. Solo con un confronto aperto e continuo possiamo costruire un settore forte, credibile e capace di guardare al futuro”.

 

L’Associazione ha infatti premiato una decina di aziende agrituristiche che nel 2025 hanno raggiunto i traguardi di 25, 30, 40 e 50 anni di attività, un riconoscimento al lavoro di generazioni che hanno contribuito a costruire l’identità rurale e turistica del Trentino.

 

 “Il turismo in Trentino è una parte importantissima per il nostro Pil, per cui porta interesse e porta economia – ha dichiarato il presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini -. L’agriturismo porta avanti un turismo lento, e leggendo lo slogan “la tua vacanza secondo natura” credo all’interno di questa frase ci sia tutto quello che serve dire: l’agriturismo è natura, è mangiare i prodotti del territorio, toccare con mano quello che di buono fanno i nostri agricoltori e allevatori, chi gestisce questi agriturismi che dal 1973 sono normati. Era importante essere qui, ascoltare le loro problematiche e trovare le soluzioni giuste. Gli assessori Zanotelli e Failoni hanno portato dei ragionamenti che arriveranno in bilancio anche nella prossima sessione di bilancio provinciale, quindi, è un mondo che dev’essere preservato e soprattutto valorizzato”.

 

“Non è scontato avere una sala piena al giorno d’oggi – conclude la presidente Andreis - l’agriturismo sia da parte delle strutture sia da parte dell’associazione, gode di ottima salute, perché i numeri crescono, gli associati crescono ogni anno nonostante le chiusure di alcune aziende, ma abbiamo successo e veniamo apprezzati per i servizi che diamo. Crescono anche i numeri a livello di presenze grazie anche al lavoro di una struttura che c’è dietro di noi che evidenzia le peculiarità che il turista cerca. La tendenza è buona, siamo arrivati con i dati di settembre in crescita esponenziale rispetto all'anno scorso, perciò la supposizione è quella di una stagione che porterà a fare buoni numeri, le strutture agrituristiche sono su tutto il territorio, siamo pronti ad accogliere un turismo primaverile, estivo, autunnale e anche invernale, perciò probabilmente supereremo la soglia delle 534mila presenze del 2024”.

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