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Trento
11 agosto | 15:29

"Vendemmia 2025? Partirà in anticipo". Raccolta al via tra il 15 e il 20 di agosto, Balter: "Così più studenti in campagna". In Trentino c'è ottimismo ma pesano i dazi

Una costante negli ultimi anni è l'inizio anticipato della raccolta dell'uva: anche quest'anno in Trentino la vendemmia partirà attorno a Ferragosto in molte località

TRENTO. Tra nuove incertezzedazi in primis – e trend che di anno in anno si consolidano – con l'inizio della raccolta ormai stabilmente in anticipo di diverse settimane rispetto al passato – la stagione della vendemmia sta per prendere il via in Trentino, mentre tra gli addetti ai lavori si guarda con attenzione alle condizioni meteo sperando in una finestra di bel tempo e di alte temperature per completare la maturazione dell'uva.

 

Dopo la pesante ondata di caldo che ha interessato (anche) il territorio provinciale nelle ultime settimane di giugno infatti, il cambio di tendenza osservato in luglio ha rallentato il processo, spingendo oggi gli esperti a prevedere l'inizio della raccolta in un periodo compreso indicativamente tra il 15 e il 20 di agosto.

 

Balter (Vignaioli del Trentino): “Con l'anticipo della vendemmia più studenti in campagna”

 

“Quest'anno – dice a il Dolomiti Clementina Balter, presidente del Consorzio vignaioli del Trentino – come produzione siamo in linea con gli scorsi anni, mentre i danni da maltempo sono stati inferiori, con un margine leggermente maggiore di aree non colpite. Anche in questa stagione invece la vendemmia partirà con un po' di anticipo, nonostante la spinta iniziale data dalle temperature di giugno sia stata rallentata da un luglio più fresco”.

 

Se infatti tradizionalmente l'inizio della raccolta dell'uva si associava alla fine di agosto – se non ai primi giorni di settembre – per quanto riguarda i soci del Consorzio, dice la presidente, la vendemmia 2025 partirà probabilmente attorno al 20 del mese in alcune aree.

 

E l'anticipo delle operazioni nei campi, sottolinea Balter: “Sembra favorire la presenza di giovani studenti tra i filari per la raccolta. Parliamo magari di ragazzi e ragazze delle superiori, che nell'estate tra la quarta e la quinta decidono di mettersi al lavoro. Personalmente ho riscontrato una maggior disponibilità da parte loro con l'anticipo nell'inizio della raccolta, probabilmente proprio per la possibilità di avere più tempo prima della ripresa delle lezioni

 

Ferrari: “Quantità e qualità? Siamo ottimisti. Tema manodopera rilevante, molti i lavoratori stranieri”

 

Un tema, quello della manodopera nei campi, molto sentito negli ultimi anni e stabilmente ai primi posti nella lista delle priorità degli addetti ai lavori: “Portando avanti una vendemmia completamente manuale – precisa Luca Cavallaro, direttore tecnico-vinicolo di Ferrari – anche per noi il tema manodopera è estremamente rilevante. Il processo di reclutamento è complesso e quindi ci prepariamo con largo anticipo”.

 

Gli addetti vengono individuati principalmente grazie al passaparola e alle ricerche attive nelle zone d'interesse: “Ma visti i numeri necessari – continua Cavallaro – ci rivolgiamo anche ad agenzie di lavoratori interinali. Un enorme fetta di personale è straniero: con molti di loro lavoriamo stabilmente, in particolare con i lavoratori stagionali dell'Est Europa”. Molti però sono anche gli extra-comunitari che vengono reclutati direttamente sul territorio.

 

Un flusso di manodopera indispensabile in particolare per le esigenze lavorative trentine – dalla vendemmia alla raccolta di piccoli frutti e mele – ma che spesso si scontra, come riportato da il Dolomiti, con una difficile situazione sul fronte abitativo.

 

“Noi ipotizziamo di dare il via alla raccolta – aggiunge il direttore tecnico-vinicolo di Ferrari – dal 18 agosto. Al momento siamo impegnati nei campionamenti pre vendemmia e ad oggi abbiamo questo orizzonte. Ci siamo comunque trovati davanti una stagione meteorologica complessa e l'anticipo inizialmente stimato si è ridotto nel corso delle settimane”.

 

Si partirà con lo Chardonnay base spumante alle quote più basse, per poi salire progressivamente fino ai vigneti più alti, arrivando a salire anche oltre i 750 metri. “A livello di qualità delle uve – conclude – siamo ottimisti per una buona vendemmia. Non immaginiamo invece rese elevatissime, anche se le ultime piogge hanno aumentato il peso dei grappoli: diciamo che sul fronte quantitativo siamo cautamente ottimisti. Ora sicuramente ci attendiamo un po' di caldo: è quello di cui abbiamo bisogno per completare la maturazione”.

 

Molon (Consorzio vini del Trentino): “Anticipo della vendemmia una costante negli ultimi 8-9 anni. Sui dazi speriamo in una soluzione favorevole”

 

L'unica certezza per quanto riguarda le condizioni meteorologiche, ironizza però il direttore generale del Consorzio vini del Trentino Graziano Molon: “Ormai è l'incertezza, che si conferma anno dopo anno con episodi imprevedibili, dalle piogge molto intense e importanti a momenti di prolungata siccità”.

 

Un'altra conferma, come già anticipato, è il continuo anticipo per l'inizio della raccolta: “Negli ultimi 8-9 anni è una costante – dice Molon –. Le attività prenderanno il via attorno a Ferragosto quest'anno: tradizionalmente, il periodo di riferimento era settembre. Mediamente comunque la qualità delle uve è buona per questa stagione e ci aspettiamo un quantitativo grossomodo simile a quello dell'anno scorso (quando era stato leggermente al di sotto delle aspettative) sperando in un 5-10% in più. Il periodo più importante però è proprio questo”.

 

Nel frattempo, sullo sfondo, tutto il settore tiene il fiato sospeso in attesa delle decisioni definitive sui dazi che il presidente americano, Donald Trump, ha imposto alle merci in arrivo dall'Europa. Dopo la firma dell'ordine esecutivo che fissa al 15% le barriere da applicare alle importazioni dall'Ue infatti, la diplomazia di Bruxelles è al lavoro per ottenere esenzioni – o quantomeno tariffe più basse – per una serie di categorie di prodotti, tra i quali anche i vini.

 

“Sono questioni che impattato tutto il mondo viticolo e non solo – conclude Molon – per la vendemmia, ovviamente, siamo concentrati per portare avanti le operazioni al meglio, ma quello dei mercati internazionali è un tema che ci preoccupa. Al momento una decisione definitiva non c'è: speriamo ancora, per quanto riguarda perlomeno i vini, che si possa raggiungere un accordo con la controparte americana per una soluzione più favorevole perché tariffe al 15%, alle quali vanno aggiunti gli effetti di un dollaro particolarmente debole, sarebbero difficili da gestire”.

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