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| 05 lug 2023 | 10:28

Tragedia di Celledizzo, giallo sulla morte del 24enne Massimiliano Lucietti: nessun riscontro sull'analisi dei fucili

Il giovane è stato trovato senza vita il 31 ottobre scorso e il giorno successivo la comunità è stata colpita da un altro dramma con la morte di Maurizio Gionta l'uomo che aveva trovato il ragazzo. Le indagini sono proseguite senza però portare, fino ad oggi, l'individuazione certa dell'arma da dove è partito il colpo che ha ucciso il 24enne 

TRENTO. A otto mesi di distanza è ancora avvolta dal mistero la morte di Massimiliano Lucietti.

 

Le analisi fatte fino ad oggi da inquirenti e Ris non hanno permesso ancora di capire da quale arma sia stato sparato il colpo che ha colpito alla nuca il giovane 24enne mentre si trovava nei boschi di Celledizzo.

 

In questi mesi sono stati esaminati ventisei fucili e fra questi ci sarebbe anche quella di Maurizio Gionta, l'uomo che si è tolto la vita il giorno dopo la morte di Lucietti.

 

La perizia eseguita dai carabinieri del Ris sui campioni prelevati da Gionta, però, già nei mesi scorsi non aveva rilevato tracce di polvere da sparo tali da ipotizzare che l’uomo, la mattina del 31 ottobre, avesse sparato con un fucile.

 

Le indagini sono proseguite senza però portare, fino ad oggi, l'individuazione certa dell'arma da dove è partito il colpo che ha ucciso il ragazzo.

 

IL DOPPIO DRAMMA IN VAL DI SOLE

E' una doppia tragedia quello che la comunità di Peio ha dovuto attraversare tra fine ottobre ed inizio novembre dello scorso anno.

 

Massimiliano Lucietti, 24 anni, è stato trovato nel bosco a Celledizzo senza vita con un colpo di fucile alla testa.

 

L'allarme era scattato il 31 ottobre attorno alle 7.30. Il giovane era uscito a caccia e l'allarme è partito da altre persone che si sono trovate davanti il ragazzo senza vita riverso a terra. La procura fin dall'inizio ha perto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti.

 

Il giorno dopo di questa tragedia, sempre a Celledizzo è stato trovato il corpo senza vita anche del cacciatore di 59 anni, Maurizio Gionta, che per primo aveva trovato il giovane morto.

 

Un gesto estremo che ha ulteriormente provato la comunità.

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