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| 30 apr 2023 | 15:18

Trovato morto l'orso M62, l'Enpa: ''Temiamo un atto di bracconaggio. Pronti alle vie legali se la campagna di odio di Fugatti avesse finito per armare la mano di qualcuno''

L’associazione resta in attesa dell’esame necroscopico sul corpo dell'animale. Se dovessero emergere responsabilità umane nella morte di M62, viene spiegato, Enpa procederà immediatamente per le vie legali

Trovato morto l'orso M62, l'Enpa: Temiamo un atto di bracconaggio
di Redazione

TRENTO. “Un atto di bracconaggio come conseguenza della campagna d'odio”. Questo il timore di Enpa a seguito della notizia del rinvenimento della carcassa di M62 nelle scorse ore. Si tratta di uno dei tre plantigradi a rischio abbattimento in Trentino.

 

“Siamo addolorati, scioccati ed estremamente preoccupati per la morte di M62, uno degli orsi che Maurizio Fugatti aveva condannato a morte nei giorni scorsi” ha dichiarato l'ente che prosegue: “Non vorremmo che la campagna di odio e di vendette, una vera caccia alle streghe, scatenata dal presidente della PAT avesse finito per armare la mano dei bracconieri”.

 

M62 era stato condannato a morte “solo perché in passato si era avvicinato alle zone abitate dove era stato attirato dai rifiuti lasciati incustoditi” spiega l'Ente nazionale protezione animali.

 

L’associazione resta in attesa dell’esame necroscopico sul corpo dell'animale. Se dovessero emergere responsabilità umane nella morte di M62, viene spiegato, Enpa procederà immediatamente per le vie legali.

 

L'Enpa in queste ore è tornata a rinnovare al presidente della Pat, Maurizio Fugatti, l’appello alla ragionevolezza: “ponga fine alla sua personalissima guerra contro gli orsi, e si impegni in modo concreto a favorire la convivenza con i plantigradi e con tutti gli altri selvatici, cambiando passo rispetto alle omissioni degli anni passati”.

 

Nei giorni scorsi Enpa ha presentato al Tavolo convocato al ministero dell’Ambiente un pacchetto di 7 proposte che possono contribuire a risolvere ed eliminare eventuali situazioni problematiche con i plantigradi.

 

“Ma dal presidente della PAT non abbiamo avuto alcuna risposta; evidentemente egli non ha altro obiettivo che sterminare gli orsi del Trentino. L’altro grande rischio di questa crudele campagna d’odio - conclude l’associazione – è che la situazione possa sfuggire di mano, inducendo qualcuno a compiere azioni criminose contro gli animali. Azioni che non è escluso possano ripercuotersi anche sulle persone”.

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