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| 01 giu 2023 | 13:42

Un muro lungo 350 metri per proteggersi dalle inondazioni del fiume Isarco: “Negli ultimi anni continui straripamenti”

Le prime misure di intervento completate rientrano nel finanziamento di 4 milioni di euro dai fondi del Pnrr, così l'Alto Adige sta realizzando un muro per proteggere Chiusa e altri centri abitati dalle piene dell'Isarco 

Un muro lungo 350 metri per proteggersi dalle inondazioni del fiume Isarco: “Negli ultimi anni continui straripamenti”
di Redazione

BOLZANO. “Negli ultimi anni, il fiume l'Isarco ha fatto registrare continui straripamenti a Chiusa”, afferma l'assessore provinciale alla Protezione civile Arnold Schuler, proprio per questo la Provincia di Bolzano ha deciso di correre ai ripari. Così l’Ufficio sistemazione bacini montani Nord sta ultimando una parte dei lavori di costruzione per aumentare la protezione dalle inondazioni del fiume Isarco, a nord di Chiusa.

 

“Gli operai guidati dai capisquadra Patrick Lanthaler e Otto Gruber hanno ultimato i lavori di protezione dalle inondazioni a destra e a sinistra del fiume Isarco, a nord di Chiusa, secondo quando previsto dal piano di lavori eseguito dal progettista Rudi Bertagnolli, dello studio in.ge.na”, riferisce il direttore dei lavori Lukas Pichler.

 

In questo modo si vuole garantire una migliore protezione del centro abitato dalle inondazioni. “Il lavoro svolto è frutto dell'impegno ed il buon coordinamento con il Comune di Chiusa e tutti gli interessati. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno contributo a lavoro in piena sinergia durante questo periodo”, rimarca l’assessore competente.


“Al momento stiamo ancora scavando la rampa sul letto del torrente”, riferisce il direttore dei lavori Lukas Pichler: “A causa delle precipitazioni e dell’acqua prodotta dal disgelo, dovremo rinviare in autunno il progetto di riqualificazione ecologica del torrente”, sottolinea. Le prime misure di intervento completate rientrano nel finanziamento di quattro milioni di euro, derivanti dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.

 

In una prima fase di lavoro, vicino a San Giuseppe, gli operai hanno eretto un muro di protezione dalle inondazioni lungo 140 metri, alla destra orografica del fiume, mentre sulla sponda sinistra, è stato eretto un muro di protezione dalle inondazioni, all’altezza dell’areale Gamper, per uno sviluppo di circa 350 metri.

 

Su entrambi i lati il muro di protezione poggia su micropali ed è stata realizzata anche una difesa della sponda attraverso la posa di enormi massi. Sui due lati, inoltre, in posizione strategica, sono state mantenute delle aperture, che possano garantire dei punti di accesso durante i lavori di manutenzione o gli interventi durante le operazioni di emergenza.

 

“I lavori – aggiunge Fabio De Polo, direttore dell'Area funzionale bacini montani – proseguiranno in una seconda fase nell'area della piazza del mercato. Qui, a partire dalla zona nord della piazza verrà costruito, lungo la pista ciclabile, un muro in cemento armato lungo 265 metri e alto 1,30 metri, che dovrebbe ridurre in futuro le inondazioni in questa zona. Questo muro è dotato di barriere mobili, al fine di permettere l'accesso alla pista ciclabile e all'argine. Questi accessi possono essere chiusi in caso di piena”.

 

I lavori di preparazione hanno comportato la chiusura della pista ciclabile. I posti auto fino alla centrale elettrica saranno eliminati, poiché in quel punto verrà effettuato uno scavo. Infine durante i lavori è prevista anche la chiusura di alcuni tratti di strada.

 

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