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Bolzano
01 dicembre | 18:23

Una stanza dedicata “all'ascolto protetto” delle donne vittime di violenza: al via l'iniziativa in Questura

“Una stanza tutta per sé” è stata inaugurata oggi (1 dicembre) all'interno della Questura di Bolzano: il progetto, portato avanti dalle forze dell'ordine insieme all'associazione “Soroptimist Italia Club Bolzano” punta a creare uno spazio protetto per l'ascolto delle donne vittima di violenza e di altre vittime vulnerabili

BOLZANO. Uno spazio protetto dove le donne vittime di violenza di genere, ma anche altre vittime in condizioni di vulnerabilità (come i minori) possano essere ascoltate e aiutate: all'interno della Questura di Bolzano nasce “Una stanza tutta per sé”. Il progetto, portato avanti dalle forze dell'ordine insieme all'associazione “Soroptimist Italia Club Bolzano” (con la collaborazione del Comune di Bolzano, della Fondazione della Cassa di risparmio di Bolzano, del Comitato provinciale della Croce Rossa, del Consultorio Familiare Kolbe e della Cooperdolomiti), è stato inaugurato oggi (1 dicembre) alla presenza del questore Andrea Valentino e della presidente dell'associazione Sandrà Donà.

 

“Nella 'Stanza tutta per sé' le donne vittime di violenza di genere, stalking, maltrattamenti ed altre reati del cosiddetto 'codice rosso' – dicono le autorità – ma anche altre vittime in condizioni di vulnerabilità (come i minori), saranno ricevute in una stanza confortevole e accogliente, allestita come uno spazio domestico, separato dagli uffici di polizia, da qualificati operatori della Polizia di Stato specificamente formati su queste materie, ai quali potranno fiduciosamente rivolgersi per denunciare le proprie storie di violenza, richiedendo anche protezione per sé e per i propri figli”.

 

Il progetto è nato dal Protocollo d'intesa sottoscritto il 25 novembre 2020 dal Ministero dell'interno e dall'associazione Soroptimist international d'Italia con lo scopo di incoraggiare le donne a rivolgersi alle Forze dell'ordine nei casi di violenza subita e di sostenerle nel delicato momento della formalizzazione della denuncia, evitando che questo momento divenga un secondo trauma al pari del reato patito (vittimizzazione secondaria).

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