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Trento
24 novembre | 15:21

Violenza sulle Donne, in Trentino nel 2024 aumentati del 37% gli accessi ai servizi antiviolenza e del 3,1% le denunce: “Ogni giorno una donna chiede aiuto al 112”

Il documento “I numeri della violenza contro le donne in Trentino” elaborato dall'Osservatorio provinciale sulla violenza di genere, raccoglie dati utili per orientare le politiche di prevenzione e sostegno alle vittime, rafforzando la sinergia tra istituzioni e servizi. Quest’anno, il report è stato arricchito con nuovi dati, tra cui quelli relativi alle richieste di aiuto per violenza registrate dalla Centrale unica dell’emergenza, e una sezione dedicata al contributo per gli orfani di vittime di femminicidio 

Violenza sulle Donne, in Trentino nel 2024 aumentati del 37% gli accessi ai servizi antiviolenza e del 3,1% le denunce
di Giorgia De Santis

TRENTO. In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, la provincia autonoma di Trento ha rinnovato il proprio impegno nel promuovere azioni concrete di prevenzione e sostegno alle vittime, presentando il report “I numeri della violenza contro le donne in Trentino”.

 

Il documento, elaborato dall'Osservatorio provinciale sulla violenza di genere, raccoglie dati utili per orientare le politiche di prevenzione e sostegno alle vittime, rafforzando la sinergia tra istituzioni e servizi. Questo lavoro è frutto della collaborazione con Ispat, le procure della Repubblica di Trento e di Rovereto, le forze dell’ordine, l'Apss e i servizi antiviolenza.

 

Quest’anno, il report è stato arricchito con nuovi dati, tra cui quelli relativi alle richieste di aiuto per violenza registrate dalla Centrale unica dell’emergenza, e una sezione dedicata al contributo per gli orfani di vittime di femminicidio.

 

Nel 2024, la Provincia ha potenziato l'offerta dei servizi antiviolenza, con l’apertura di una seconda casa rifugio e nuovi Centri antiviolenza (Cav) a Rovereto, Cavalese e Cles. Questi interventi, insieme alla formazione di oltre 600 operatori, hanno contribuito all'aumento delle denunce e dei procedimenti di ammonimento (+3,1% rispetto al 2023), nonché ad un notevole incremento degli accessi ai servizi antiviolenza (+37,4% per i servizi residenziali e +26,5% per quelli non residenziali).

 

Nel dettaglio, sono stati registrati 635 casi di denuncia e ammonimento, di cui 563 riguardano donne tra i 16 e i 64 anni (88,7% del totale), con una media di 1,5 casi al giorno. Inoltre nell’ 82,5 % dei casi, gli autori delle violenze sono uomini appartenenti al contesto familiare, relazionale o lavorativo.

 

Il numero di chiamate al 112 per violenza di genere è stato di 399, di cui 355 riferite a donne e 44 a situazioni registrate genericamente come violenza domestica. Questo dato evidenzia una media di 33 chiamate mensili, con un picco durante i mesi estivi.

 

Per quanto riguarda i servizi residenziali, nel 2024 sono state accolte 125 donne (+37,4%), di cui 34 nelle case rifugio (il dato più alto degli ultimi dieci anni). Inoltre, sono stati ospitati 29 casi tramite il Progetto emergenza (collocamento in albergo) e cinque donne sono state collocate in strutture fuori provincia. Queste donne sono prevalentemente giovani (il 68% ha tra i 25 e i 44 anni), con un basso livello di istruzione e senza impiego.

 

I servizi non residenziali, gestiti dai Centri antiviolenza gestiti dal’’Associazione coordinamento donne e da Alfid, hanno assistito 563 donne, con un’alta incidenza di violenze psicologiche, fisiche (83,2%), sessuali (36% dei casi) ed economiche (32,8%) . Le donne che si rivolgono ai servizi non residenziali hanno un livello di istruzione più alto e una situazione economica più stabile (il 51,3% ha il diploma e il 27,7% la laurea), con il 63,1% di loro in possesso di un lavoro.

 

Un altro importante aspetto della strategia di prevenzione riguarda il recupero degli autori di violenza. Nel 2024, il Centro per uomini autori di violenza (Cuav) ha visto un incremento del 63% dei partecipanti al percorso di recupero, arrivando a 75 uomini. La legge del Codice Rosso prevede infatti che, per i reati di violenza domestica e di genere, l'accesso alla sospensione condizionale della pena dipenda dalla partecipazione a specifici percorsi di riabilitazione.

 

Gli accessi ai consultori per violenza sessuale e maltrattamenti sono diminuiti del 43,2%, passando da 95 nel 2023 a 54 nel 2024. Questo calo è stato interpretato come un riflesso dell’aumento degli accessi ai pronto soccorso e del rafforzamento dei servizi offerti dai Centri antiviolenza. I dati sui pronto soccorso evidenziano un incremento dell’8,8% degli accessi per violenza, arrivando a 520 casi, di cui 218 per violenza domestica.

 

Infine, nel 2024 sono stati concessi 83 assegni di autodeterminazione (+12,16%) a donne vittime di violenza, e sono state accolte 9 richieste di contributo per gli orfani di vittime di femminicidio e crimini domestici, a supporto degli orfani delle vittime dei tre femminicidi commessi in Trentino dal 2021.

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