Violenza sulle donne, Falenablu porta in città il 'Libro Bianco' per la formazione degli operatori: "Solo una donna su dieci denuncia, c'è paura"
Proseguono in regione gli appuntamenti di Falenablu per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: alla biblioteca comunale viene presentato il “Libro Bianco”, realizzato dal Dipartimento Pari Opportunità del Ministero della Cultura per la formazione degli operatori. Kustermann: “È fondamentale che diventi un modello per forze dell’ordine, magistrati, servizi sociali, avvocati e chiunque entri in contatto con donne o minori vittime di violenza”.

TRENTO. Proseguono in regione gli appuntamenti organizzati dal progetto Falenablu in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: dopo l'inaugurazione al foyer del Comune di Bolzano dell’esposizione di tavolette in argilla realizzate nel corso di un laboratorio rivolto a donne vittime di violenza, alla biblioteca comunale di Trento in via Roma lunedì 24 novembre (ore 17) verrà presentato il "Libro Bianco", in un evento aperto tutti gli operatori dai magistrati alle forze dell'ordine, ai medici e agli infermieri.
Si tratta, nello specifico, di un documento fondamentale per la formazione degli operatori e preparato dal Dipartimento Pari Opportunità del Ministero della Cultura: alla presentazione, in programma nella sala degli affreschi, presenzierà Alessandra Kustermann: la ginecologa – fondatrice del primo centro antiviolenza pubblico in Italia (SVSeD) e attuale Presidente dell'Associazione SVS Donna Aiuta Donna – affronterà il tema "Violenza sessuale e domestica: cosa è stato fatto, cosa manca da fare".
Si tratterà, viene specificato da Falenablu – associazione attiva in Trentino Alto Adige dal 2013 per promuovere una cultura che ponga al centro relazioni sane e la prevenzione della violenza contro la donna – di un momento di confronto imprescindibile per comprendere le sfide attuali e future nella lotta alla violenza di genere, partendo proprio dal volume redatto da Kustermann e altre cinque autorevoli donne del Comitato Tecnico Scientifico del Ministero.
“E’ fondamentale che il Libro Bianco diventi un modello per la formazione delle forze dell’ordine, dei magistrati, dei servizi sociali territoriali, degli avvocati civilisti e penalisti e di chiunque venga in contatto con una donna o un minore che abbia subito violenza. La frequenza di denunce – dichiara Kustermann – rispetto al numero di maltrattamenti e violenze sessuali continua a restare un evento raro. Denuncia poco più di una donna su dieci e il sommerso resta uno dei principali ostacoli a un intervento che impedisca al maltrattante di proseguire le sue condotte criminose. D’altronde, le donne hanno paura a denunciare o non sono ancora pronte a farlo. Le donne sanno che le indagini e i processi sono lunghi, anche se oggi è possibile attivare il Codice Rosso e proteggere la donna e i suoi eventuali figli che assistono alla violenza del padre sulla madre".
Lo sguardo della dottoressa si posa poi sul ruolo degli operatori d'ambito. "Se Forze dell’ordine, magistrati, medici e infermieri – prosegue – applicassero quello che la legge consente, potrebbe essere emesso un ordine provvisorio di allontanamento dal domicilio della coppia e di non avvicinamento ai luoghi frequentati da lei e dai figli. Potrebbe essere reso più efficiente il sistema dei braccialetti e si potrebbe arrivare a ordini di restrizione della libertà personale. La vittimizzazione secondaria che le donne temono in caso di denuncia va dalla paura di non essere credute, al rischio che il partner metta in atto per vendetta ulteriori violenze fino al femminicidio. Solo la consapevolezza delle difficoltà che devono affrontare quelle donne che con coraggio decidono di denunciare la violenza subita può modificare la modalità con cui si svolgono indagini e processi penali e civili.”
A partecipare all'evento anche il Centro Antiviolenza di Trento, con la dottoressa Barbara Bastarelli che fornirà informazioni precise e dettagli di contesto sul territorio Trentino.
Tornando alla mostra inaugurata a Bolzano nei giorni scorsi – con la collaborazione della cooperativa sociale Gea e della Cooperativa degli Alloggi Protetti – questa ospita tavolette in argilla derivate dal laboratorio gratuito di manipolazione di argilla rivolto a donne vittime di violenza con la conduzione artistica di Valentina Musomeci, affiancata dal coordinamento di Stefania De Cicco e Stephanie Benin.
"L'iniziativa – viene specificato – ha visto una larga partecipazione e ha lasciato una preziosa traccia di benessere e trasformazione nelle donne coinvolte, offrendo loro uno spazio di riflessione e presa di coscienza per quattro settimane".














