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Trento
23 luglio | 06:01

Abbattere Kj1, ancora una 'bocciatura' per Fugatti. Sei anni di errori, quando basterebbe copiare: la fallimentare gestione degli orsi basata su emotività e proclami

Un'altra bocciatura per la Provincia che cerca di abbattere un orso, eppure basta seguire le regole (e copiare l'ordinanza di Rossi con Kj2). La dimensione di 7 anni persi per quanto riguarda la gestione dei grandi carnivori

TRENTO. "Le regole ci sono, il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto che il processo si dovesse fare e credo che sia stato comunque utile farlo. Sono soddisfatto perché questo processo ha dimostrato che in Trentino non c’è nessuna guerra e caccia all’orso, c’è una gestione della specie dell’orso ottima e abbiamo per fortuna una Provincia, un servizio, una forestale che hanno lavorato benissimo in questi anni, come meglio non si poteva”. Questo era il 2022 e a parlare così era l'ex presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi che si era difeso in aula dopo che nel 2017 aveva dato il via libera all'abbattimento di Kj2, la sorella della Kj1 che oggi il presidente Fugatti non riesce a rimuovere.

 

E in tutto questo c'è la dimensione plastica di come in questi lunghi 7 anni, sei dei quali governati dalla Lega e dal presidente Fugatti, siano stati 7 anni persi per quanto riguarda la gestione dei grandi carnivori.

 

Anzi peggio: sono stati 7 anni durante i quali i problemi si sono acuiti, perché la popolazione di plantigradi (e lupi) è aumentata decisamente, e la politica ha fatto finta che il problema non esistesse, ha cercato prima di rimuovere la questione, poi, una volta che è stata messa di fronte alla drammaticità dei fatti, con la morte di Andrea Papi, ha cercato alibi e scaricato le responsabilità dando le colpe una volta agli animalisti, un'altra volta all'Europa e poi ai magistrati e ai tribunali. Eppure una gestione, prima, c'era ed era stata avviata. I cartelli che da qualche settimana sono stati posizionati nei boschi trentini erano già stati apposti oltre 10 anni fa, con contenuti e forme diverse (si era deciso esplicitamente di evitare quelli dai toni allarmistici attuali), e ovviamente andavano migliorati e implementati negli anni successivi e invece tutto era stato fermato. Gli incontri informativi della popolazione con l'assessorato Zanotelli erano praticamente scomparsi e solo recentemente, con la competenza passata a Failoni, si è rimessa in moto la macchina delle serate formative.

 

La sostituzione dei bidoni dell'immondizia con quelli antiorso (punto questo fondamentale perché un orso che si avvicina al centro abitato in cerca di cibo è già un orso che si trasforma in problematico anche solo abituandosi all'odore dell'uomo) doveva oggi essere completata in tutto il Trentino Occidentale e invece è cominciata (di fatto) dall'anno scorso. E poi c'è l'altro elemento di gestione della convivenza: la rimozione degli esemplari pericolosi. Con rimozione si intende cattura o abbattimento. Le due misure sono alternative e identiche tecnicamente perché l'orso una volta preso non potrà comunque essere reimmesso in natura (seppur rimane vivo) e la finalità perseguita è comunque garantita: quella di rimuovere dalla circolazione un esemplare ritenuto pericoloso per la cittadinanza. Ebbene nel 2017 Ugo Rossi era riuscito a rimuovere Kj2 e aveva avuto anche l'ok, finale, della magistratura.

 

Più che di politica si parla di amministrazione e giurisprudenza. Si è agito sulla base della lettera j (cattura) e la lettera k (abbattimento) del piano Pacobace. Un provvedimento proporzionale. La tutela della sicurezza pubblica è garantita in entrambi i casi, poi prendere un orso è sempre un operazione complessa e non esente da rischi, la zona, le tempistiche e la situazione, in quella fase, aumentava i pericoli per i forestali chiamati a dare esecuzione dell'operazione. La sicurezza degli operatori in primis e il governatore si è preso la responsabilità di dare semaforo verde all'abbattimento perché è stata l'extrema ratio e la rimozione di un esemplare non pregiudica la salvaguardia della specie. Sono state seguite le regole e ci si è adattati alle circostanze.

 

Insomma, la possibilità di abbattere gli orsi c'è da allora. Tutto facile e liscio come l'olio: basterebbe copiare. Poi addirittura sempre la Giunta Rossi ha introdotto una legge che ha ricevuto il via libera della Corte Costituzionale, la numero 9 del 2018, che permette di rimuovere gli orsi non solo pericolosi (quelli possono essere abbattuti in forza dell'articolo 52 dello Statuto come fatto con Kj2) ma anche quelli problematici.

 

Si può fare tutto da almeno 6 anni e adattarsi alle regole. La Giunta Fugatti, invece, da allora cerca di fare cose diverse e le fa male, malissimo. L'esempio lo si è avuto con quest'ultimo caso: ordinanza, in forza dell'articolo 52 dello Statuto, per abbattere Kj1 fatta ancor prima di avere le analisi genetiche sull'esemplare autore dell'aggressione e conseguente, ovvia, bocciatura da parte del Tar (uccidere è irreversibile, se sbagli orso il guaio è evidente, lasciando, tra l'altro, quello pericoloso a piede libero); nuova ordinanza in forza dell'articolo 52 dello Statuto per abbattere Kj1 avute le analisi genetiche, ma senza prevedere nel testo la cattura e senza decidere di mettere in sicurezza l'area dove il plantigrado si trova (se ritieni che ci sia pericolosità sociale devi 'chiudere' l'area come aveva fatto Ugo Rossi che aveva interdetto l'accesso a parte del Monte Bondone con Kj2): risultato ordinanza sospesa. 

 

Intanto questo governo scende in piazza con Coldiretti e manifesta contro sé stesso, protesta contro associazioni e giudici, proclama abbattimenti di massa (8 all'anno?) e intanto ha quattro trappole tubo sparse sul territorio che sono vuote e non ha nemmeno un orso radiocollarato in giro per il territorio (alla faccia del monitoraggio). Si può continuare a prendersela con tutti ma il problema è che ogni questione legata ai grandi carnivori, con questa amministrazione, viene affrontata in maniera emotiva. Si agisce per reazione ed è esattamente il contrario di quel che si dovrebbe fare per gestire un qualsiasi fenomeno. Si riparta dalle basi. Si punti su quel che di buono esiste e ci si prenda qualche responsabilità in più, anche di scontentare qualcuno per qualche tempo (fossero anche fan base come quelli col cappellino giallo che in piazza mostrano cartelli con scritto 'via gli orsi'). Ma solo così si farà qualcosa di buono e di serio per i cittadini. Altrimenti, ogni volta, ci ritroveremo nella stessa identica situazione e a pagarne le spese saranno prima di tutto gli abitanti, comprensibilmente preoccupati, di quei territori che vicino agli orsi vivono. 

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