"Ai limiti del reato", il soccorso alpino nazionale sui genitori con bambini in ferrata senza attrezzatura (VIDEO): "Per salvare chi ha i sandali si mette a rischio chi ha bisogno"
Il presidente nazionale del soccorso alpino interviene sul video che ritrae degli escursionisti affrontare una via ferrata totalmente sprovvisti di attrezzatura. In assenza di moschettoni, caschetti e materiali idonei si cimentano sulla Bepi Zac in val di Fassa con passo incerto e, addirittura, un papà che tiene il piccolo in braccio. Una vicenda ben presto balzata a livello nazionale

TRENTO. "E' una situazione che non si può commentare e ci potrebbe essere un ipotesi di reato". Queste le parole a il Dolomiti di Maurizio Dellantonio. Il presidente nazionale del soccorso alpino interviene sul video che ritrae degli escursionisti affrontare una via ferrata totalmente sprovvisti di attrezzatura.
In assenza di moschettoni, caschetti e materiali idonei si cimentano sulla Bepi Zac in val di Fassa con passo incerto e, addirittura, un papà che tiene il piccolo in braccio (Qui articolo). Una vicenda ben presto balzata a livello nazionale. "Spero che non si arrivi a presentare denunce ma anche che questa vicenda possa essere in generale un insegnamento sull'importanza della prudenza e della preparazione".
Nonostante gli appelli e le campagne di sensibilizzazione sulla prudenza nel frequentare la terre alte, sono numerose le situazioni di rischio. Anche in questi mesi, caratterizzati da un meteo instabile, non sono mancati gli interventi dei soccorritori e degli operatori, spesso volontari, chiamati a recuperare escursionisti sfiniti per un'errata pianificazione della gita, bloccati dalla neve in quota, mal equipaggiati o che si sono semplicemente persi. Troppo spesso riportati a valle perché senza attrezzatura.
Il presidente nazionale del soccorso alpino ribadisce quanto espresso da Walter Cainelli, il numero uno dell'associazione trentina, e da Cristian Ferrari, presidente della Sat, con quest'ultimo che ha parlato anche dell'influenza dei social: "Ci vuole buon senso e la capacità di valutare che la scelta migliore è quella di tornare indietro in casi simili", prosegue Dellantonio. "La Bepi Zac inoltre non è una via ferrata banale e alcuni passaggi sono complessi. Ci vuole poi la collaborazione di tutti: spero che la persona che ha girato il video abbiamo anche fornito un aiuto e un supporto".
Fortunatamente non è successo nulla preoccupa un atteggiamento che, talvolta, porta a sottovalutare il rischio. "Non è un evento di questo tipo che può portare un'organizzazione complessa a modificare la metodologia di intervento - dice Dellantonio - ma anche le informazioni e le comunicazioni verso gli ospiti di una destinazione perché è chiaro che ci troviamo a parlare di immagini fuori da ogni logica".
Il consiglio, l'appello, è sempre quello di prepararsi prima di un'escursione. E, magari, affidarsi ai professionisti, come le guide alpine e gli accompagnatori di montagna, che conoscono la situazione aggiornata di una zona e gli aspetti tecnici di un'uscita con il valore aggiunto di poter raccontare il paesaggio, la storia e gli aneddoti di un territorio.
La prudenza è fondamentale perché in caso di chiamata ai soccorsi ci sono anche i rischi indiretti. "Se si è in difficoltà o in pericolo è sempre importante chiedere aiuto prima che sia tardi - continua Dellantonio - ma bisogna avere buon senso perché una squadra o un elicottero impegnati in una zona per recuperare una persona in sandali non può intervenire per un incidente più serio che richiede tempestività di arrivo".
In Trentino le "Prestazioni di elisoccorso" in caso di ricovero, coincidono più o meno con il costo del normale ticket, cioè 36,15 euro. Per le prestazioni chieste da persone che si trovano in grave pericolo per ambiente ostile ma incolumi (per esempio un escursionista bloccato in parete), per le quali il medico intervenuto non abbia disposto l’invio immediato a un pronto soccorso ospedaliero c’è da pagare una quota di 750 euro.
Poi per le prestazioni totalmente inappropriate sotto il profilo sanitario (procurato allarme): qualora venga individuato l’autore della richiesta, questi è tenuto a corrispondere l’intero costo dell’intervento che si calcola in base a un rapporto euro/minuto di volo che varia fra 98 e 140 euro in base all’elicottero utilizzato. In questi casi rientrano anche quelli in cui gli escursionisti si avventurano in montagna senza l’attrezzatura adeguata.
In certi casi c'è anche una "multa". "Alcune leggi regionali invitano a pagare i mezzi di soccorso e l'impegno di una squadra, una cifra più che altro simbolica, più o meno il 10% dei costi effettivi di un elisoccorso, per cercare di prevenire situazioni simili, ma è difficile incassare le somme: circa l'80% resta insoluto a fronte di interventi che possono salvare una vita. E' un po' poco etico".
Insomma, la beffa oltre al danno. "Ci vorrebbero disposizioni diverse. Oggi per ottenere il pagamento bisogna rivolgersi a un tribunale con costi che superano la somma che si andrebbe a incassare. Ci vorrebbe la possibilità che l'ufficio competente abbia il mandato di esigere il dovuto direttamente", conclude Dellantonio.













