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| 16 dic 2024 | 19:06

"Amo la montagna fin da bambina, ma molti non lo accettano perchè faccio la modella", la content creator Viviana Robba: "Divido la vita tra bici e OnlyFans, il mio unico lavoro"

Trent'anni e trecentomila followers, Viviana Robba è ciclista, modella e content creator su OnlyFans: "Alla montagna e al ciclismo è legato un immaginario epico di imprese, eroismi e fatica: per alcuni è inaccettabile che una ragazza che fa la modella possa fare le loro stesse camminate poco vestita, o gli stessi giri in bici con i pantaloncini più corti"

TRENTO. "Amo la montagna e la bicicletta da quando ero bambina, e in quanto fotomodella e content creator anche realizzare shooting in quota, ma per molti utenti quesi due aspetti sembrano non essere compatibili". È questo, in sintesi, lo sfogo della ciclista, modella e creator su OnlyFans Viviana Robba, che sceglie di affidare alla pagina Facebook "Io amo la montagna", e ad un'intervista concessa a il Dolomiti, il suo pensiero, riferendosi ai molti commenti, anche offensivi, che spesso compaiono sotto i suoi post.

 

Trent'anni e di origine piemontese, Viviana Robba ha fatto, come si suol dire, il "boom" sui social: quasi 300 mila follower sui suoi canali – tra Facebook, Instagram, TikTok e appunto OnlyFans – e milioni di visualizzazioni e interazioni. Una vera e propria community che segue e apprezza i suoi video sportivi in sella alla sua bici, gli scatti nella neve, ma anche i suoi contenuti "esclusivi" a pagamento.

 

E con la popolarità, come spesso capita, sono arrivate anche numerose critiche: da chi scrive "a te non importa nulla della montagna, ti basta fare book fotografici" a chi va addirittura oltre "tu vai in luoghi sacri vestita da simil zo**ola dove magari decine di migliaia di eroi hanno perso la vita" fino a "ma non ce l'hai una madre o un padre che si vergognano della tua stupidità che non arriva a farti capire che qui non è la gno**a che interessa, ma la montagna?".

 

"E non importa che io vada a camminare in montagna da quando avevo quattro anni – osserva Viviana Robba – che faccia camminate da 25 chilometri e 250 mila metri di dislivello all'anno soprattutto in bici: se a 23 anni ho iniziato a lavorare come fotomodella, allora non può piacermi la montagna".

 

Viviana Robba, lei afferma di essere incredula per l'atteggiamento di certi utenti. Si è data una spiegazione sul perché accade ciò?

 

Questa incredulità mi accompagna da quando ho iniziato ad andare in bici: da anni sotto alle mie foto compaiono moltissimi commenti che dicono che non sono una vera ciclista, e qualcuno addirittura scrive che porto la bici in macchina e la scarico solo per fare le foto. Sono convinta che molte persone idealizzino ciò che fanno, proiettando nella loro passione il proprio spirito – definendo sé stessi in base alle proprie attività, e le proprie attività in base a sé stessi –  così, se qualcuno svolge la loro stessa attività ma con uno spirito diverso, ma basta anche con altre vesti, lo percepiscono come un'offesa personale a cui si sentono legittimati a reagire con una escalation di offese che compensa quella che hanno "subìto" loro, immaginaria. Poi, come si può leggere da certi commenti, alla montagna e anche al ciclismo è legato un immaginario epico di imprese, eroismi e fatica: per alcuni è inaccettabile che una ragazza che fa la modella possa fare le loro stesse camminate poco vestita, o gli stessi giri in bici con i pantaloncini più corti e la maglietta aperta.

 

Ci parli della sua passione per la montagna che coltiva da quando era bambina, come è nata?

 

L'ho ereditata dai miei genitori, da quando in estate andavamo nella nostra casa a Briançon, "la città più alta d'Europa", e ho iniziato a fare camminate fin dai tempi della scuola materna. La passione per la bicicletta è arrivata successivamente: nel 2018 ho iniziato ad andare in bici col mio ragazzo, facendo anche 15 mila chilometri all'anno. Ho iniziato a camminare meno e ad approcciarmi alle montagne sulle due ruote, arrivando anche a 5 chilometri di dislivello per giro. Sono stata anche sulle Dolomiti, nel 2018 e nel 2021: una volta a Selva di Val Gardena e l'altra a Colfosco, in bici ho fatto il percorso lungo della Maratona delle Dolomiti, il Fedaia, le Tre Cime di Lavaredo, il Valparola, e a piedi ho fatto l'anello delle Tre Cime e sono stata al rifugio Lagazuoi.

 

E spesso la montagna e la bicicletta rappresentano il set della tua attività di modella e di content creator, che si sviluppa anche sulla piattaforma OnlyFans. Cosa l'ha spinta ad intraprendere questa strada, che si è poi trasformata in una professione?

 

Lo spunto è arrivato direttamente da un mio follower: io e il mio ragazzo condividiamo la passione per la fotografia, ma inizialmente pubblicavamo i nostri scatti solo per piacere personale. Insomma, non pensavamo potesse esserci un guadagno in termini economici: invece aveva ragione quel follower ed ora quest'attività è diventata la mia professione.

 

È il suo unico lavoro?

 

Assolutamente sì, faccio esclusivamente quello.

 

Guardando il numero delle persone che la seguono, l'impegno deve essere grande. Gestisce tutto da sola o si appoggia a qualche agenzia?

 

Il mio profilo OnlyFans lo gestisco interamente da sola, mentre per gli altri social io e il mio ragazzo lavoriamo in condivisione, soprattutto per la scansione delle centinaia di messaggi al giorno. Non avere un'agenzia, a parte che è un bel risparmio, consente un rapporto con i fan e i followers un po' meno "finto", però naturalmente limita anche di molto la frequenza delle mie risposte. Non ho ancora capito se ciò sia più gradito o disprezzato, ogni tanto qualcuno lamenta che altre creator rispondono sempre e io no. Va però osservata una cosa: se qualcuno ha molti followers e risponde sempre, significa probabilmente che non è lui a farlo, ma evidentemente talvolta anche solo il simulacro di un contatto può essere piacevole.

 

Quanto tempo dedica al suo lavoro?

 

Divido equamente la mia settimana "tipo" tra la bicicletta e il lavoro: mediamente tre o quattro giorni per l'una o l'altra attività.

 

Per il suo profilo OnlyFans realizza contenuti foto e video espliciti. Come vive questa scelta e come l'hanno accolta i suoi famigliari e conoscenti?

 

Ho pochi familiari e pochi amici, nessuno di loro ha espresso delle perplessità sul mio lavoro e anzi, so che  talvolta mi hanno anche fatto pubblicità. 

 

Propone esclusivamente quello che sceglie lei o le capita di assecondare le richieste dei fan?

 

In generale mi piace proporre ciò che decido io, ma qualche consiglio da parte dei fan ogni tanto lo accetto: non riesco però a soddisfare richieste individuali, ci vorrebbe troppo tempo per creare un prodotto che venderei poi ad una sola persona. D'altronde, migliaia di chilometri all'anno in bici non si fanno stando tutto il giorno su OnlyFans.

 

Guardando al suo pubblico, si è fatta un idea di chi la segue principalmente?

 

Ho un pubblico vario, principalmente di ciclisti ma non solo. La maggioranza sono persone italiane, anche se mi seguono non pochi stranieri: europei, americani e molti cinesi. L’età media è sui 40 anni, con il 97 per cento che sono maschi. Guardando all'interazione, in genere rispondo sempre almeno una volta a chi mi scrive, poi certo non posso fare conversazione con centinaia di persone, come alcuni vorrebbero.

 

Parlando di interazione, spesso di si discute del confine tra "vita digitale" e "vita reale". Capita che qualcuno le chieda di incontrarla di persona?

 

Non esco mai con persone che non conosco, se non nel caso di giri di gruppo organizzati in bici. Su Onlyfans, ad esempio, è proprio vietato organizzare incontri, e parole come "meet" sono censurate dalla chat. Sui social gratuiti come Facebook e Instagram naturalmente è consentito, ma non sono interessata ad allargare le mie conoscenze.

 

Rimanendo sul confine tra virtuale e reale, qual è quello tra la Viviana Robba reale e quella che possiamo vedere dal display?

 

Direi che la mia immagine è poco “costruita”, ed è l’esito di un processo spontaneo. Posso dire però che se non lo facessi per lavoro, forse non racconterei nemmeno questa immagine, sarei la stessa ma sarei meno attiva sui social, sicuramente su Facebook, che è quello dove sembra che ognuno sia “hater” di qualcuno.

 

La curiosità più comune di chi non è "del settore" è naturalmente relativa ai guadagni: da dove arrivano la maggior parte di questi e come li gestisce?

 

In Italia, ma anche nel resto d'Europa, il content creator è considerato un lavoro a tutti gli effetti, e io ho aperto la Partita Iva da anni. Posso però dire che chi mi paga finanzia più OnlyFans e soprattutto lo Stato, che me. Venendo ai contenuti, non ho tenuto una classifica di quelli più pagati, ma la maggior parte degli introiti provengono dagli abbonamenti mensili.

 

Allargando lo sguardo, sono molte le critiche e le reazioni di chiusura nei confronti di chi fa questo lavoro. Cosa si sente di rispondere a chi non lo "accetta"?

 

Quelle idee sono conseguenze di premesse più a monte, spesso considerate indiscutibili, ma sono convinta che nessuno, anche parlandone, cambierebbe la sua opinione. A mio avviso non è tanto un discorso di modernità o meno, è più una mancanza di capacità di tollerare la varietà del mondo. Nulla viene accettato con serenità da tutti, figuriamoci se ha a che fare col sesso.

 

Un'ultima battuta, si immagina content creator per sempre o ha altri sogni per il futuro?

 

Forse aprire un bed & breakfast, ma molto più avanti. Ma forse mi piacerebbe anche lavorare nell'ambito del restauro dei mobili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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