Bimba cade in piscina e rischia di annegare, Assopiscina: ''Serve una legge. Più presidi di sicurezza ed educazione acquatica per i bambini''
Dopo il fatto, fortunatamente conclusosi bene grazie al salvataggio del bagnino, avvenuto ieri sulla Paganella interviene l'associazione italiana costruttori di piscine: ''Solo con la collaborazione e la sensibilità di tutti potremo creare un ambiente acquatico davvero sicuro per tutti''

ANDALO. Presidi di sicurezza ed educazione acquatica per i bambini: sono queste le principali richieste di Assopiscine (l'associazione italiana costruttori piscine) per invertire un trend che è sempre più preoccupante e ridurre, così, gli incidenti legati agli affogamenti. L'Ispra un anno fa aveva spiegato che ogni anno si contano in Italia circa 400 annegamenti (fatali) e 800 ospedalizzazioni per annegamento (oltre a circa 60.000 salvataggi, solo sulle spiagge, e più di 600.000 interventi di prevenzione da parte dei bagnini).
A La Spezia, il 4 luglio, una bimba di 7 anni è morta annegata in una piscina e ieri una bambina sempre di 7 anni è finita in acqua ad Andalo e solo grazie al pronto intervento del bagnino si è salvata. “Questo incidente in piscina - spiega Ferruccio Alessandria, presidente di Assopiscine riferendosi ad Andalo - si aggiunge ai molteplici della stagione estiva del 2024. Assopiscine è portavoce di una legge che regolamenti il comparto affinché la sicurezza e la salute dei bagnati, soprattutto dei più piccoli, siano maggiormente tutelate. Da tempo abbiamo iniziato un dialogo con le Istituzioni, che speriamo possa concretizzarsi presto in una legge, così da rendere obbligatoria la dotazione di dispositivi di sicurezza che possano ridurre i rischi di annegamento e in generale limitare gli incidenti. Solo con la collaborazione e la sensibilità di tutti potremo creare un ambiente acquatico davvero sicuro per tutti”.
La Francia in questo senso fa da capofila. Da oltre vent'anni ha introdotto una norma che ha ridotto del 70% gli incidenti di questo tipo. Le parole d'ordine sono quindi presidi di sicurezza (che vanno da una presenza fisica vicino ai luoghi di balneazione alla presenza di cassette di pronto soccorso, defibrillatore etc) ed educazione acquatica per i bambini per ridurre sempre di più questi pericolosissimi (soprattutto in tenera età) incidenti.













