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Trento
21 agosto | 15:09

Tragedie e situazioni a rischio nei laghi, come prevenirle? "Corsi di educazione acquatica per i bambini, sin dalle elementari". Gerosa: "Massima disponibilità"

La proposta arriva da Cristian Sala, presidente della Federazione Italiana Nuoto del Trentino: "Già in passato, segnatamente nel 2022, avevamo ideato e proposto il progetto "Primi passi in acqua", dedicato ai bambini delle scuole dell'infanzia, con l'obiettivo di far conoscere ai piccoli un elemento sconosciuto e, tramite il gioco, il divertimento, insegnare loro ad avere un approccio positivo e corretto. Abbiamo incontrato tante difficoltà e molta titubanza da parte degli istituti. Fondamentale sarebbe il supporto della politica"

Tragedie e situazioni a rischio nei laghi, come prevenirle?

TRENTO. Come ogni estate i laghi e le piscine del Trentino sono stati, e lo saranno almeno sino a fine settembre, presi d'assalto da turisti e residenti, che in acqua cercano refrigerio per combattere la calura del periodo.

 

Ecco, allora, che con l'aumento vertiginosamente delle persone che frequentano le spiagge e i prati, aumentano automaticamente anche le situazioni a rischio, che si verificano all'interno e nelle immediate vicinanze degli specchi d'acqua.

 

Sin qui l'estate trentina è stata contrassegnata, purtroppo, da due eventi tragici, le morti del 62enne rivano Maurizio Zucchelli, che ha accusato un malore dopo essersi tuffato nel lago di Ledro (Qui articolo) e del piccolo Samah Miah, il 12enne che ha perso la vita nel lago di Molveno (Qui articolo) in un incidente.

 

E non solo, perché a Lona Lases solo la prontezza di riflessi e la professionalità di un assistente bagnante hanno permesso di salvare un bambino di 9 anni che era caduto in acqua da diversi metri d'altezza (Qui articolo)

 

Per non parlare di tutti gli altri interventi "minori" che vengono svolti quotidianamente dai bagnini e dalla guardia costiera (nel caso del lago di Garda), per risolvere situazioni a rischio ma, in molti casi, indispensabili per fermare e limitare comportamenti assolutamente sbagliati nell'approccio al lago al lago, potenzialmente pericolosi sia per l'incolumità dei protagonisti e degli altri bagnanti.

 

Ecco, allora, che la proposta che arriva direttamente dalla Fin (la Federazione Italia Nuoto) del Trentino, appare quantomai azzeccata: perché non introdurre nelle scuole dei corsi di "alfabetizzazione" acquatica dedicati ai bambini (gli "adulti di domani"), analizzando e spiegando rischi e comportamenti da adottare per evitare d'incorrere in situazioni pericolose quando si frequenta un lago, una piscina e, ovviamente, anche il mare?

 

"Il tema è di stretta attualità - esordisce il presidente della Fin provinciale, Cristian Sala -, visti anche i recenti fatti di cronaca. Ecco perché, secondo noi, sarebbe importante educare i bambini, sin dalla tenera età, alla "gestione" dell'elemento acqua. Mi spiego: per tutti quanti, giovanissimi, giovani e meno giovani, quello acquatico è un contesto "diverso", non quello in cui siamo abituati a muoverci normalmente. Ecco, allora, che conoscere le criticità, i rischi, sapere come muoversi, come gestire le emozioni, cosa fare e cosa non fare quando ci si trova in acqua è di fondamentale importanza. Così come essere consapevoli delle differenze che ci sono tra il mare, il lago e la piscina, che hanno in comune l'elemento acqua, ma nei quali le condizioni sono completamente diverse. Già in passato, segnatamente nel 2022, avevamo ideato e proposto il progetto "Primi passi in acqua", dedicato ai bambini delle scuole dell'infanzia, con l'obiettivo di far conoscere ai piccoli un elemento sconosciuto e, tramite il gioco, il divertimento, insegnare loro ad avere un approccio positivo e corretto. Abbiamo incontrato tante difficoltà e molta titubanza da parte degli istituti. Tale progetto, con piccoli accorgimenti, potrebbe risultare assolutamente efficace se proposto ai bimbi che frequentano i primi due anni delle elementari, prevedendo una parte teorica in aula e una parte "pratica" in acqua. Stiamo parlando, ipotizzo, di 6-8 ore l'anno, quindi un impegno che ritengo potrebbe essere gestibile dalle scuole. Da parte nostra vi è massima disponibilità al confronto e allo studio di percorsi che permettano di acquisire una serie di nozioni che, a mio avviso, al giorno d'oggi sono fondamentali. Stiamo parlando di sicurezza, non di fare o non fare un corso di nuoto".

 

Nei giorni scorsi l'ex campionessa olimpica e mondiale Federica Pellegrini si era espressa favorevolmente a riguardo, proponendo d'inserire il nuoto a scuola come materia obbligatoria.

 

"È importantissimo - queste le sue parole -. Prima si inizia ad avere un contatto con l’acqua, che è un elemento diverso da quello dell’aria dove i bambini crescono, meglio è. Ricordiamo che, in realtà, nel grembo materno sono immersi nel liquido quindi dare la possibilità di continuare ad avere questo feeling sin da subito è un vantaggio: meno barriere hanno e più sarà facile l’approccio. È fondamentale anche per la loro sicurezza: essendo un elemento così complesso e diverso da quello a cui siamo abituati, è difficile capire come gestirlo".

 

Come gestirlo e cosa insegnare?

 

"Quante volte il bimbo chiede ai genitori "Posso entrare in acqua"? - conclude Sala - e si sente rispondere "No, è troppo presto". Per prima cosa, intanto, sarebbe importante spiegare ai piccoli cosa succede al corpo dopo aver mangiato e perché non si può fare il bagno prima di un certo tempo. E poi: come comportarsi quando ci si trova vicino ad uno specchio d'acqua, come muoversi all'interno, come comportarsi se capita di "andare sotto" e "bere", cosa fare se ci si trova ad assistere ad una situazione di pericolo. Senza dimenticare che è fondamentale far conoscere le differenze tra il mare, il lago e la piscina, che sembrano ambienti simili ma, in realtà, presentano differenze enormi. E lo certifica il fatto che esistono tre brevetti diversi per gli assistenti bagnanti, uno per il salvataggio in piscina, uno per l'intervento in lago e un altro per il soccorso il mare".

 

La palla, adesso, passa alla politica e da piazza Dante arriva massima apertura alla proposta.

 

"Porte aperte assolutamente - risponde l'assessora provinciale all'istruzione Francesca Gerosa - e totale  disponibilità al confronto su di un tema che è estremamente attuale e molto importante perché stiamo parlando di sicurezza. Quindi parliamone e cerchiamo di capire come declinare all'interno dell'attuale progettualità un progetto che, visti i recenti fatti di cronaca e i tanti interventi d'emergenza che vengono operati, potrebbe essere di grande aiuto a livello di formazione e prevenzione. Le scuole svolgono già tante attività, dunque, va studiato un piano che sia realizzabile, nel massimo rispetto delle esigenze di tutti i soggetti coinvolti".

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