Tuffi da 15 metri su piattaforme abusive e c'è chi si getta in acqua e non sa nuotare, l’estate nei laghi trentini: "Troppi comportamenti pericolosi"
A preoccupare sono in particolare i comportamenti irresponsabili di giovanissimi ma non solo. Ogni settimana vengono smantellate strutture improvvisate sugli alberi da cui i ragazzi si lanciano in acqua. Salti pericolosissimi che spesso finiscono con il ferimento contro un sasso o altro

TRENTO. Malori improvvisi, ragazzi che rischiano di annegare, piattaforme e liane costruite abusivamente per tuffi addirittura da 15 metri ma anche furti e persino bambini che si perdono sulla spiaggia.
È l'estate che si sta vivendo in alcuni laghi trentini. Fondamentale diventa l’intervento degli assistenti bagnanti del progetto “Spiagge Sicure” di Security Srl, per evitare che situazioni pericolose si trasformino in vere e proprie tragedie.
“L'impegno è continuo per tutta la stagione” ci spiega Marco Salvo, coordinatore del servizio portato avanti da Security Srl e che copre i laghi di Caldonazzo, Levico, Serraia, Piazze, Lases, Terlago e Lamar.

A preoccupare sono in particolare i comportamenti irresponsabili che spesso vengono portati avanti dai giovanissimi ma non solo. Ogni settimana, infatti, vengono smantellate strutture improvvisate sugli alberi da cui ragazzi si lanciano in acqua. Salti pericolosissimi che spesso finiscono con il ferimento contro un sasso o altro. “Noi le togliamo, ma il giorno dopo ne vengono costruite altre” ci spiega Salvo, “sono situazioni pericolosissime ricreate che simulano gare, ma senza alcuna sicurezza”.
Da inizio stagione fino ad oggi sono nove i salvataggi gravi che sono stati portati a termine dal personale di Spiagge Sicure. Per la maggior parte si tratta di persone che, una volta in acqua, non riescono più a uscirne e chiedono aiuto oppure di chi finisce in acqua e non è capace di nuotare. La differenza tra la vita e la morte sono pochi secondi ed in questi momenti è fondamentale il servizio che viene portato avanti con Spiagge Sicure e la professionalità del personale in campo.
Gli interventi non sono pochi. Nel corso di queste settimane, infatti, sono stati una trentina i recuperi di sup e piccole imbarcazioni, in alcuni casi anche durante il maltempo, oltre 130 gli interventi sanitari tra punture di insetti, tagli e principi di shock anafilattico.
Un grosso lavoro anche per quanto riguarda la ricerca di persone, in particolare bambini, che si allontanano dai genitori. “Abbiamo registrato un caso eclatante nei giorni scorsi – racconta il coordinatore di Spiagge Sicure – in cui ci ha chiamato una madre che si è presentata dicendo di non trovare più il figlio. In quell'occasione abbiamo creato una sorta di catena umana in acqua attivando il protocollo per queste situazioni. La responsabilità va a ricadere certamente sull'assistente bagnante presente ma è bene anche chiarire che ogni genitore è responsabile del proprio figlio. Non bisogna scaricare tutto sull'assistente. In quell'occasione, avvenuta a Levico, fortunatamente il bambino è stato trovato fuori dall'acqua”.

Non solo servizi in acqua. Gli interventi degli assistenti bagnanti sono fondamentali anche in caso di furti con le segnalazioni immediate alle forze dell'ordine. “Molte le segnalazioni alle forze dell'ordine per la presenza di cani in acqua dove ci sono i divieti. Ricordiamo – continua il coordinatore – che sui nostri laghi ci sono delle bau beach apposite. Basta osservare le cartine topografiche dietro alle postazioni”.
Un lavoro, insomma, non di poco conto per tenere sotto controllo l'estate nei laghi trentini. Con 25 postazioni giornaliere e una settantina di operatori che si alternano nei laghi di Caldonazzo, Levico, Serraia, Piazze, Lases, Terlago e Lamar, Spiagge Sicure garantisce una copertura costante. Ovviamente fondamentale rimane la responsabilità personale: ognuno deve fare la propria parte.













