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Trento
06 novembre | 20:03

Scuole dell'infanzia aperte a luglio, per la Provincia spesa di 2,5 milioni ogni estate: "Frequenza media salita da 5.600 a 7.900 bambini"

I dati sulla scuola per l'infanzia nel mese di luglio forniti dall'assessora Francesca Gerosa: "C’è un costante incremento nella fruizione da parte delle famiglie. Nel 2025 abbiamo inserito la conferma dell’iscrizione per settimane per capire la distribuzione settimana per settimana"

Scuole dell'infanzia aperte a luglio, per la Provincia spesa di 2,5 milioni ogni estate
di Redazione

TRENTO. L’apertura delle scuole dell’infanzia nel mese di luglio rappresenta una specificità del sistema trentino, nata come misura sperimentale nel 2020 durante l’emergenza Covid e successivamente consolidata, anche in risposta alle esigenze delle famiglie di conciliare i tempi di lavoro e di cura.

 

E' stata Chiara Maule (Campobase) a chiedere all'assessora Francesca Gerosa, in consiglio provinciale, il dettaglio dei costi sostenuti dall'amministrazione pubblica per il prolungamento dell’apertura delle scuole e una panoramica sul numero delle iscrizioni al servizio. 

 

Secondo la consigliera di opposizione l'apertura delle scuole dell'infanzia nel mese di luglio, pur rispondendo a un bisogno sociale, "ha tuttavia generato criticità di tipo didattico, organizzativo ed economico, in quanto comporta costi aggiuntivi legati al personale, alle utenze e alla manutenzione degli edifici scolastici".

 

"L’impegno finanziario aggiuntivo per l’undicesimo mese - ha risposto Gerosa - è legato al costo correlato ad un mese in più per la copertura del personale a tempo determinato e di apertura delle strutture, e sono progressivamente connessi al numero di bambini che sono aumentati di anno in anno".

 

Nel 2022 la Provincia ha speso 2 milioni e 227 mila euro, ha detto, ricordando da questa cifra vanno sottratti circa 400 mila euro ed era richiesta iscrizione. Nel 2023 il costo è stato di 2 milioni e 600 mila euro. Nel 2024, 2 milioni e 420 mila euro, con “minor costo perché non c’è stata spesa per il riconoscimento delle ferie. La Giunta aveva dato mandato di sottoscrivere l’accordo, ma le sigle sindacali non l’hanno riconosciuto”. C’è però un maggior costo nel nuovo contratto

 

La frequenza media è passata da 5.614 bambini nel luglio 2022, a 6.496 nel 2023, a 7.943 bambini nel 2024: insomma, è cresciuta di circa 2.300 bambini in due anni

 

“C’è un costante incremento nella fruizione da parte delle famiglie - conclude Francesca Gerosa -. Nel 2025 abbiamo inserito la conferma dell’iscrizione per settimane per capire la distribuzione settimana per settimana, prevedendo anche per l’anno 2026 di provvedere una corresponsabilità da parte delle famiglie, qualora iscrivano il minore ad una qualsiasi settimana e poi non lo facciano - fatto salvi i casi di malattia".

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