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Boom di zecche, nel Bellunese 7 casi di Tbe. L'Ulss Dolomiti: "Impegnati in tema di prevenzione, diagnosi e cura della patologie"

La presenza delle zecche è  registrata anche a quote alte a causa del progressivo aumento delle temperature in montagna. L'Ulss 1 Dolomiti sottolinea l'impegno messo in campo, fondamentale è anche seguito comportamenti correnti da parte dei cittadini 

Pubblicato il - 10 luglio 2024 - 20:57

BELLUNO. Sono sette ad oggi i casi di Tbe (meningoencefalite da zecche) che sono stati gestiti dall'Ulss Dolomiti 1 sul territorio bellunese. 

 

A preoccupare in queste settimane è l'aumento della presenza delle zecche. La loro presenza è  registrata anche a quote alte a causa del progressivo aumento delle temperature in montagna. 

 

“Il tema delle zecche è molto attenzionato dalla nostra azienda sanitaria” ha spiegato il Commissario dell’Ulss Dolomiti Giuseppe Dal Ben. “ L'azienda è molto impegnata in tema di prevenzione, di diagnosi e di cura” ha continuato. “Nell'ambito della patologia encefalitica è importante la vaccinazione che è offerta gratuitamente nel bellunese” ha concluso Dal Ben. 

 

 

La prevenzione dalle zecche avviene attraverso l’uso di abiti protettivi e di colore chiaro, dove si possono individuare chiaramente, restando all’interno dei sentieri, utilizzando repellenti, controllandosi a fine escursione e, se si trova una zecca sulla pelle, rimuoverla quanto prima con una pinzetta compiendo una trazione perpendicolare e un movimento rotatorio della stessa senza schiacciare la zecca e senza applicare poi alcol ma solo un disinfettante.

 

Sempre nell'ambito della prevenzione di fondamentale importanza anche il progetto euro “Monzec” a cui partecipa l'Ulss Dolomiti.

 

L'obiettivo è di effettuare un monitoraggio completo dei vettori (zecche) nell’area del Tirolo Orientale, della Val Pusteria e della Provincia di Belluno, attraverso l’attività della comunità venatoria come base per la comunicazione, l’informazione, la prevenzione e ulteriori ricerche circa gli effetti regionali del riscaldamento climatico sulle infezioni trasmissibili.

 

Viene coinvolto il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda ULSS n.1 Dolomiti, composto da figure professionali esperte nell’ambito delle malattie infettive trasmesse da vettore e nell’ elaborazione statistiche di dati. Nell’area di studio bellunese, non essendo presenti indagini pregresse relative alla diffusione di alcuni dei patogeni trasmessi da vettore, sarà eseguita un’indagine specifica da effettuare nel secondo anno di progetto, e supportata dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (IZSVE) per la ricerca attiva di patogeni di interesse zoonotico trasmessi da zecche nelle aree individuate ad alta densità parassitaria.

 

La raccolta dei dati avverrà grazie al supporto delle associazioni di cacciatori presenti nell’area di progetto che consentiranno un’indagine transfrontaliera.

 

 

 

 

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