Casi di diarrea e vomito in valle, un gruppo di turisti risponde al Procurador: "Non siamo sprovveduti, non beviamo dai ruscelli ma la metà di noi è stata male"
Sono ancora tante le segnalazioni di casi di diarrea e vomito in valle, i turisti in val di Fassa rispondono al Procurador general: "Non abbiamo mai bevuto acqua dai ruscelli, quindi troviamo inammissibile banalizzare la situazione", "Siamo stati informati dell'ordinanza emessa ma, con nostra sorpresa, abbiamo visto il solito numeroso afflusso di persone alle fontane dove l'acqua scorreva e dove non era affisso alcun avviso"

CAMPITELLO DI FASSA. "Frequentiamo da tanti anni la valle e non siamo degli sprovveduti". Così un gruppo di turisti scrive a il Dolomiti dopo l'insorgenza di diversi casi di diarrea e vomito in val di Fassa. "Non abbiamo mai bevuto acqua dai ruscelli, quindi troviamo inammissibile banalizzare la situazione. Avremmo preferito un'assunzione di responsabilità per accertare l'accaduto". Un'altra persona riporta invece che, nonostante l'ordinanza e la verifica di una fontana, non sono stati affissi cartelli o avvertenze.
Negli ultimi giorni sono numerosi i casi di diarrea e vomiti che vengono segnalati sul territorio. Anche sui social network vengono riportate tante situazioni di malessere. A Campitello di Fassa il sindaco, Ivo Bernard, ha emesso in via cautelare un'ordinanza di obbligo di bollitura dell'acqua destinata a uso alimentare e umano, oltre a commissionare un'analisi specifica della rete idrica, compresa una fontana (Qui articolo).
Ma "i casi sono su tutto il territorio della Val di Fassa, e da quanto si apprende anche in Val di Fiemme - le parole a il Dolomiti del primo cittadino - con la segnalazione che è arrivata direttamente dal distretto sanitario" spiega il sindaco di Campitello di Fassa Ivo Bernard, che specifica: "Alla luce dei fatti ho deciso di emettere a scopo precauzionale l'ordinanza di bollitura dell'acqua".
Le segnalazioni, però, continuano e arrivano un po' ovunque. Malesseri che "potrebbero essere dovuti al comportamento delle persone durante le escursioni e le gite sulle montagne". Questo perché il fenomeno, le parole di Giuseppe Detomas, procurador del Comun General de Fascia, sarebbe "esteso" e la rete acquedottistica, "costantemente verificata, controllata e trattata", complessa per cui è di difficile spiegazione casi così diffusi (Qui articolo).
Un'eventualità rispedita al mittente. "Siamo un gruppo di persone che alloggia in un hotel di Campitello di Fassa, nel nostro gruppo composto da 14 persone, al momento, siamo stati male in 7 con vomito, diarrea e febbre, come molte altre persone di tutte le età all'interno dell'albergo e diversi residenti. Abbiamo speso i nostri soldi per venire in questa località in vacanza e siamo stati costretti 1-2 giorni a letto debilitati, dovendo sostenere ulteriori spese nell'acquisto di farmaci. Non abbiamo mai bevuto acqua dai ruscelli, quindi troviamo inammissibile banalizzare la situazione. Non siamo degli sprovveduti e alcuni tra noi da tanti anni frequentano la valle. Avremmo preferito un'assunzione di responsabilità per accertare l'accaduto".
Molte ancora le segnalazioni, anche di poca chiarezza. Nei giorni scorsi erano già state fatte analisi a una fontana del paese, chiedendomi pertanto la logica dell'agire dell'amministrazione comunale. Siamo stati informati dell'ordinanza emessa ma, con nostra sorpresa, abbiamo visto il solito numeroso afflusso di persone alle fontane dove l'acqua scorreva e dove non era affisso alcun avviso. Questo uno dei motivi del dilagare dei sintomi anche oltre territorio: molti se non tutti i camminatori fanno il pieno alle borracce prima di affrontare la loro meta giornaliera. Si può ritenere quantomeno irresponsabile questo procrastinare dei tempi? Che non voglio pensare sia dovuto a voler tutelare l'immagine del paese anche di fronte alla salute pubblica", conclude una turista.














