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Trento
28 agosto | 13:26

Numerosi casi di diarrea e vomito in valle: "Segnalazioni sparse: malesseri che potrebbero essere dovuti al comportamento degli escursionisti stessi"

Negli ultimi giorni sono numerosi i casi di diarrea e vomito che vengono segnalati sul territorio. Anche sui social network vengono riportate tante situazioni di malessere: "In caso di forte maltempo può capitare che ci sia l'acqua inquinata e ci possono essere anche delle rotture ma solitamente i casi sono fortemente circoscritti e localizzati in una zona"

VAL DI FASSA. Negli ultimi giorni sono numerosi i casi di diarrea e vomiti che vengono segnalati sul territorio. Anche sui social network vengono riportate tante situazioni di malessere. A Campitello di Fassa il sindaco, Ivo Bernard, ha emesso in via cautelare un'ordinanza di obbligo di bollitura dell'acqua destinata a uso alimentare e umano, oltre a commissionare un'analisi specifica della rete idrica (Qui articolo).

 

Ma "i casi sono su tutto il territorio della Val di Fassa, e da quanto si apprende anche in Val di Fiemme - le parole a il Dolomiti del primo cittadino - con la segnalazione che è arrivata direttamente dal distretto sanitario" spiega il sindaco di Campitello di Fassa Ivo Bernard, che specifica: "Alla luce dei fatti ho deciso di emettere a scopo precauzionale l'ordinanza di bollitura dell'acqua".

 

Le segnalazioni, però, continuano e arrivano un po' ovunque. "In caso di forte maltempo può capitare che ci sia l'acqua inquinata per qualche giorno e ci possono essere anche delle rotture ma solitamente i casi sono fortemente circoscritti e localizzati in una zona", dice Giuseppe Detomas, procurador del Comun General de Fascia. "Ci sono, per esempio, tre acquedotti solo a San Giovanni di Fassa, le analisi sono state completate negli scorsi giorni e i parametri sono tutti nella norma. Le reti sono complesse e c'è una grande pluralità di fonti, praticamente impossibile che ci siano guasti o problemi in tutte le opere". 

 

Questi casi, infatti, sono segnalati un po' in tutto il territorio. "I controlli sono costanti e l'acqua viene sistematicamente clorata in tutta la val di Fassa", spiega Detomas. "Questi malesseri potrebbero essere dovuti al comportamento delle persone durante le escursioni e le gite sulle montagne".

 

Insomma, il problema non sarebbe dovuto alla rete idrica perché il fenomeno è "esteso". "Non abbiamo segnalazioni o allarmi, gli acquedotti sono ok, altrimenti si interverrebbe a livello comunale. Gli escursionisti vedono un ruscello o una sorgente, che però non è trattata e così riempiono le borracce e bevono l'acqua. Magari lì vicino c'è anche un pascolo e ci sono tanti altri fattori. A ogni modo questo comportamento porta all'insorgenza di questi casi", conclude Detomas.   

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