Chiesa trentina in lutto, addio a don Angelo Cavagna: uno dei padri dell’obiezione di coscienza al servizio militare in Italia ed esponente di spicco della nonviolenza
Aveva 94 anni, ha contribuito a fondare l’organizzazione non governativa Cefa – Il seme della solidarietà, per combattere fame e povertà nel mondo attraverso l’autosufficienza alimentare

TRENTO. Lutto nella Chiesa trentina per la scomparsa di don Angelo Cavagna, sacerdote dehoniano scomparso a 94 anni.
E’ stato uno dei padri dell’obiezione di coscienza al servizio militare in Italia, negli anni Settanta. La sua storia di fede si è imbevuta di impegno sociale: prete operaio, è stato un esponente di spicco della nonviolenza, fino a fondare nel 1977 il Gruppo autonomo di volontariato civile in Italia (Gavci) come alternativa al servizi militare.
Un’altra sua creatura è l’organizzazione non governativa Cefa – Il seme della solidarietà, fondata 50 anni fa insieme allo scomparso Giovanni Bersani per combattere fame e povertà nel mondo attraverso l’autosufficienza alimentare e il rispetto dei diritti umani fondamentali.
“Di Padre Angelo mi colpì da subito la grande umanità, apertura, accoglienza e generosità, uomo di relazione e di grande fermezza sui valori e sui principi, con un grande senso di corresponsabilità davanti alle mancanze di dignità del mondo, qui da noi e verso i lontani” spiega il direttore di Cefa, Marco Benassi.
“Uno dei padri fondatori in Italia del movimento per l’Obiezione di coscienza al servizio militare, dove – continua - i primi anni non sono stati certo facili per le scelte che richiedeva, da subito portò questi suoi ideali di pace all’interno del Gavci e del Cefa. Questi valori, la pace e la non violenza, hanno contribuito a permeare e completare la sua identità”.


















