Denunciato per aver pubblicato una foto osé di una donna: dell'immagine non vi è traccia, ma in compenso la polizia scopre un giro di sostanze dopanti
Quando gli agenti hanno controllato il telefono di un body builder dell'Alpago, accusato dalla donna di aver postato una sua foto senza veli, dell'immagine non vi era traccia ma, in compenso, dall'analisi di un chat, hanno scoperto un traffico di sostanze dopanti. Il fornitore, un culturista di 52 anni di Montebelluna, rischia sino 3 anni di reclusione

MONTEBELLUNA. Viene denunciato da una donna, che lo accusa di aver pubblicato una sua foto senza veli sui social.
Quando gli agenti controllano controllano il suo telefono non vi è traccia della foto, ma in compenso la polizia scopre un traffico di sostanze dopanti.
E, a quel punto, gli inquirenti hanno impiegato pochissimo a risalire al mittente, ovvero colui che riforniva di sostanze illegali il body builder dell'Alpago, oggetto del controllo da parte della questura di Belluno, a cui la donna aveva inoltrato la denuncia: si tratta di un 52enne culturista di Montebelluna, che è finito sotto inchiesta assieme al "collega" bellunese.
Secondo quanto appurato dagli investigatori, grazie anche a intercettazioni telefoniche e testimonianze, il culturista trevigiano procurava i prodotti vietati e li forniva al body builder bellunese. Le prove raccolte sono state sufficienti per chiudere l'inchiesta e procedere con il rinvio a giudizio.
Il 52enne di Montebelluna dovrà rispondere del reato di utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze, al fine di alterare le prestazioni degli atleti. Il reato prevede una pena massima di 3 anni di reclusione.














