G7, i sindacati: “L'intelligenza artificiale avrà un impatto sul mercato del lavoro, chiediamo una Commissione provinciale. Bisogna valorizzare il dialogo sociale”
In mattinata Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un presidio in via San Pietro, al margine della zona rossa che ospita il vertice del G7 sull'intelligenza artificiale, per manifestare le preoccupazioni delle sigle relative all'impatto sull'occupazione

TRENTO. “E' una rivoluzione importante, che va gestita valorizzando il dialogo sociale”. Queste le parole di Cgil, Cisl e Uil in occasione del presidio organizzato a Trento in via San Pietro, al margine della zona rossa che ospita il vertice dei G7 sull'intelligenza artificiale. “La rivoluzione tecnologica – scrivono le sigle – ed in particolare l'intelligenza artificiale avrà un impatto significativo sul mercato del lavoro. È già possibile prevedere che in alcuni settori la tecnologia sostituirà posti di lavoro, riducendoli”.
Dal sindacato confederato, continuano: “E' arrivato l'invito alle istituzioni per definire un sistema di regole che riconosca un ruolo centrale ai decisori pubblici, per orientare il mercato verso uno sviluppo equo e socialmente sostenibile. Ruolo che per le tre sigle dovrebbe essere esercitato anche a livello locale. Da qui la proposta di istituire una Commissione provinciale per l'intelligenza artificiale e la transizione digitale, che coinvolga la Provincia, l'Università, Fbk e le parti sociali”.
Primo passo obbligato, per le sigle, dovrà essere “un monitoraggio dell'impatto che la nuova tecnologia avrà sul mercato del lavoro locale. Settori come mobilità, il commercio e la logistica, ma anche nel segmento dei servizi che occupano oggi profili impiegatizi medio alti, prevalentemente femminili, e svolgono funzioni routinarie subiranno una riduzione di posti di lavoro. Allo stesso tempo serviranno politiche del lavoro, attive e passive, per garantire una transizione giusta per queste lavoratrici e lavoratori, attraverso interventi attivi e passivi e il potenziamento dell’offerta di formazione continua che resta lo strumento centrale per preparare per tempo le lavoratrici e i lavoratori alle trasformazioni dei modelli produttivi e di lavoro”.
Per i tre segretari: “Siamo di fronte a un passaggio cruciale, che va gestito valorizzando il dialogo sociale e il ruolo della contrattazione. Per quanto ci riguarda non vogliamo che lavoratrici e lavoratori siano muti spettatori o peggio vittime di questo cambiamento. Riteniamo al contrario si possano creare insieme le condizioni per gestire nel modo migliore e più lungimirante possibile questo cambiamento”.











