“La Valdastico s’ha da fare”: l’appello delle categorie dell'autotrasporto trentino per completare la bretella. "Opera ormai inevitabile e grande opportunità"
Arriva il consenso unanime di Fai Conftrasporto Trentino, Sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Trento e Associazione Artigiani, tornate a chiedere con forza la realizzazione del collegamento autostradale con il Veneto, una “bretella” che potrebbe alleggerire la pressione della viabilità

TRENTO. Un’opera discussa da oltre cinquant’anni, l’autostrada Valdastico nord, spesso "osteggiata e mal digerita" sembra oggi raccogliere il consenso delle principali categorie economiche del Trentino.
La Fai Conftrasporto Trentino, la Sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Trento e l’Associazione Artigiani, infatti, sono tornate a chiedere con forza la realizzazione del collegamento autostradale con il Veneto, una “bretella” che potrebbe alleggerire la pressione della viabilità tra le province di Trento e Vicenza (e Verona), oggi in condizioni sempre più critiche.
Secondo Andrea Pellegrini, presidente di Fai Conftrasporto Trentino, l’autostrada rappresenta una vera e propria necessità: "Non riusciamo a capire – sottolinea Pellegrini – perché dopo numerosi decenni non siamo ancora in grado di compiere un intervento strutturale definitivo. Abbiamo letto di contrarietà tra le più svariate. Si mettono in risalto le criticità ambientali dell’opera, ma mi pare ci siano degli studi effettuati da esperti geologi, ingegneri e professionisti in materia, che hanno sottoscritto e dichiarato la fattibilità dell’opera. Qualcuno dichiara che il traffico della Valsugana è per lo più utilizzato da veicoli ed aziende territoriali, ma siamo proprio sicuri? A noi non sembra che corrisponda alla realtà".
Pellegrini propone anche un’idea provocatoria, volta a dimostrare l’utilità della Valdastico: "Vorrei fare una provocazione, e dichiarare la disponibilità ad inibire il passaggio dei mezzi pesanti (se non per carico e scarico) dalla Valsugana alla conclusione dell’opera”.
“Noi, categorie dell’autotrasporto - continua Pellegrini - siamo convinti che attraverso la realizzazione della Valdastico avremmo anche una consistente riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Mi pare abbastanza ovvio, - ragionando in una percorrenza regolare di un mezzo pesante - che 50 chilometri per arrivare a Vicenza anziché 150 possano incidere positivamente, ma soprattutto che possano evitare le code sull’autostrada del Brennero a passo di lumaca che purtroppo aumentano non di poco le emissioni”.
A sostenere questa visione è anche Stefano Pedot, presidente della Sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Trento, che ha ricordato come la frana del gennaio 2024 a Valbrenta abbia riportato sotto i riflettori la fragilità della Ss47 della Valsugana. "Va ricordato, tuttavia, che anche in condizioni normali il traffico sulla strada statale è congestionato. La realizzazione del completamento della Valdastico contribuirebbe finalmente ad alleggerirlo, in Valsugana come pure sull’Autostrada del Brennero".
"Comprendiamo le preoccupazioni degli abitanti e degli amministratori delle località potenzialmente interessate dal tracciato della futura opera: crediamo tuttavia che sia venuto il tempo di alzare lo sguardo e di ragionare sul territorio provinciale nel suo insieme, per cogliere, insieme ai costi, anche i benefici di un’opera che è oramai inevitabile”.
Per Roberto Bellini, presidente degli autotrasportatori nell’Associazione Artigiani, "L’autostrada Valdastico rappresenta un’opportunità unica per stimolare la crescita economica locale, migliorare la connettività tra le regioni e ridurre i tempi di viaggio per cittadini e imprese. L'infrastruttura faciliterà il commercio e il turismo, creando nuove opportunità di lavoro e sviluppo economico".
"Noi Autotrasportatori ci auguriamo - si conclude il comunicato - che sia giunto il momento di passare dalle parole ai fatti".


















