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| 22 set 2024 | 07:30

Lavoratori in 'nero' e una contabilità 'parallela': maxi multa di 100 mila euro per un hotel. Nei guai anche un bar e un'azienda agricola che hanno impiegato minori

Il lavoro sommerso non risparmia i minorenni: in due distinti controlli, in un bar-ristorante e un'azienda agricola, i Finanzieri della Tenenza di Egna hanno riscontrato l’impiego di due adolescenti non ancora in età lavorativa

Lavoratori in 'nero' e una contabilità 'parallela': maxi multa di 100 mila euro per un hotel
di Redazione

BOLZANO. Sfiora i 100 mila euro l’ammontare delle sanzioni comminate a un hotel dell’Alta Val Venosta per aver impiegato 3 lavoratori “in nero” e ulteriori 27 per un numero di ore superiori a quelle previste da contratto, retribuite “fuori busta” e in contanti sulla base di una rigorosa contabilità parallela e non ufficiale, rinvenuta dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Silandro. 

 

Documenti contabili che sono stati trovati all’interno di un doppio fondo ricavato in una cassaforte, unitamente a una cospicua somma contante – 7 mila euro - da destinare ai dipendenti, in violazione dell’obbligo di tracciabilità dei pagamenti degli stipendi e dell’obbligo di versare contributi e ritenute su quei compensi.

 

Il lavoro sommerso non risparmia i minorenni: in due distinti controlli, i Finanzieri della Tenenza di Egna hanno riscontrato l’impiego di due adolescenti non ancora in età lavorativa.

 

Le verifiche hanno riguardato un bar-ristorante di Ora, all’interno del quale i militari hanno identificato, oltre al minore, ulteriori 5 dipendenti impiegati “in nero” e, in quanto tali, sprovvisti di ogni forma di tutela assicurativa e previdenziale e un’azienda agricola impegnata nella raccolta delle uve con l’impiego di ben 13 lavoratori di varie nazionalità, tutti non assunti tra i quali, come detto, un minore.

 

Particolarmente fantasiosa si è rivelata la giustificazione fornita dal titolare dell’azienda: l’uomo ha affermato che i lavoratori erano tutti parenti o amici, che si erano resi disponibili a fornire un aiuto occasionale, senza alcun compenso se non la promessa di una merenda al termine della giornata di raccolta.

 

Tale affermazione è stata, però, smentita dagli stessi lavoratori, che hanno dichiarato di essere stati reclutati con la promessa di una regolare assunzione oltre che, naturalmente, di una retribuzione.

 

I due datori di lavoro, per i quali vige la presunzione di innocenza fino a pronuncia definitiva, sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria in relazione all’impiego dei minori e sanzionati in via amministrativa per oltre 40 mila euro.

 

L’azione della Guardia di Finanza in ambito provinciale a contrasto del lavoro nero e irregolare ha complessivamente portato, nel periodo estivo, alla scoperta 96 lavoratori in nero, tra i quali 8 clandestini e 2 minori e di 53 lavoratori irregolari e alla denuncia di 10 datori di lavoro.

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