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Trento
06 luglio | 19:10

Malga Boldera, la Provincia alla Lav: "La recinzione anti-lupo è 'a norma': il valore della tensione è idonea. Non è con le esagerazioni che si favorisce la coesistenza"

La Provincia: "Le opere di prevenzione collocate dagli allevatori con la consulenza del personale forestale, a tutela degli animali da allevamento dai grandi carnivori, a Malga Boldera, sono pienamente adeguate agli standard e alle disposizioni normative"

di Redazione

ALA. "Le opere di prevenzione sono pienamente adeguate agli standard e alle disposizioni normative". Questo l'intervento della Provincia di Trento nel rispondere ai dubbi della Lav sulle recinzioni a Malga Boldera. "In particolare, il valore della tensione registrato per l’elettropascolo corrisponde a uno stato della recinzione idoneo, come tra l’altro regolarmente verificato in collaborazione tra gli stessi allevatori e il personale forestale".

 

E' passato quasi un anno dal decreto con il quale il presidente della Provincia di TrentoMaurizio Fugatti, aveva ordinato l'abbattimento di due dei lupi del branco della Lessinia che gravitava su Malga Boldera, dopo le predazioni registrate nell'area (16 bovini e 2 asini). 

 

Decreto contro il quale diverse associazioni animaliste avevano presentato ricorso, dichiarato poi improcedibile a febbraio di quest'anno visto che il provvedimento di uccisione, a causa dell'assenza in quel momento di animali nell'area, è venuto meno. Ad oggi però, denuncia la Lav, mentre i capi d'allevamento sono tornati in Lessiniala recinzione elettrica presente in zona “è inadeguata” a causa di una tensione, dice a il Dolomiti il responsabile animali selvatici dell'associazione Massimo Vitturi “pari a meno della metà del livello minimo prescritto dal progetto LifeWolfAlps” (Qui articolo).

 

Arriva la replica di piazza Dante. "Le opere di prevenzione collocate dagli allevatori con la consulenza del personale forestale della Provincia, a tutela degli animali da allevamento dai grandi carnivori, a Malga Boldera, sopra Sega di Ala, sono pienamente adeguate agli standard e alle disposizioni normative. Non è con le esagerazioni che si favorisce la coesistenza uomo-grandi carnivori. Soprattutto, non si aiuta chi ogni giorno opera invece, tra mille difficoltà, per il raggiungimento dell’obiettivo comune".

 

La Provincia di Trento interviene così riguardo agli standard di idoneità e funzionalità delle opere di prevenzione dai grandi carnivori in seguito alle affermazioni diffuse da un’associazione animalista, circa lo stato delle recinzioni da pascolo nella malga della Lessinia trentina.

 

"I recinti infatti devono avere, per essere considerati idonei in base alle regole vigenti in provincia di Trento, minimo 3.000 volt (tensione ottimale 4.000 volt)", prosegue la Provincia. "Gli 8.000 - 10.000 volt citati dagli attivisti quale valore di riferimento sono invece il massimo teorico che può avere un elettropascolo".

 

E' stato rilevato "nel sopralluogo sul posto dell’associazione (3.000 volt) corrisponde dunque uno stato della recinzione idoneo, che è tale grazie al costante lavoro degli allevatori e dei forestali a loro supporto. In particolare nella giornata  del 5 luglio il controllo della Provincia di Trento ha accertato il valore di 3.600 volt; dunque perfettamente a norma".

 

Non solo; "va considerato il fatto che la società allevatori di Ala verifica la tensione del recinto ogni giorno, compilando apposito registro che viene visionato regolarmente dal personale forestale provinciale. Si occupano inoltre regolarmente del taglio dell’erba, anche e soprattutto in una stagione piovosa come questa. E' opportuno infine ricordare, riguardo all’impegno del Trentino in materia, alcuni numeri relativi proprio alla protezione degli animali nei pascoli sul territorio provinciale: solo negli ultimi sei anni si sono distribuite circa 1.200 opere di prevenzione e un centinaio di cani da guardianìa, per un investimento nell’ordine di grandezza di un milione di euro".

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