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Trento
01 gennaio | 19:27

Migranti, Fugatti parla di "Accoglienza responsabile" ma si dimentica di aver cancellato un'intero sistema di integrazione. L'Arcidiocesi aprirà altri 30 posti letto

Nel corso degli anni sono stati limitati tutti i servizi per i richiedenti asilo affinché potessero integrarsi nella comunità. L'accoglienza diffusa è stata completamente cancellata ed oggi il Trentino si trova  a fare i conti con una situazione non facile.  L'Arcidiocesi di Trento, intanto, è riuscita a mettere a disposizione altri posti letto a Casa San Nicolò

TRENTO. “L’accoglienza sia responsabile”. Usa queste parole il governatore Maurizio Fugatti intervenendo dopo la maxi rissa avvenuta venerdì sera a Trento e che ha visto coinvolti diversi richiedenti asilo che sono già stati denunciati a piede libero e per i quali sono pronti anche degli interventi di allontanamento (QUI L'ARTICOLO).  “Il Trentino è pronto a fare la sua parte, ma l’accoglienza non può trasformarsi in premesse che sfociano in guerriglia urbana e altre condotte criminose.  Ecco perché occorre fermezza e severità verso chi non rispetta le regole. Le stesse situazioni di emergenza vanno gestite tenendo saldo questo principio, consapevoli del grande sforzo richiesto a chi ha il compito di far rispettare la legge e, viceversa, a chi è impegnato per garantire quella solidarietà ed umanità che hanno sempre contraddistinto il Trentino. Ma solidarietà e rispetto sono una cosa sola: per questo chiederemo con la massima fermezza l’allontanamento dei soggetti che con le loro azioni hanno dimostrato di non rispettare chi li ha accolti” ha continuato Fugatti. 

 

Fermo restando la condanna contro quello che è successo e contro chi non rispetta le regole, verrebbe da chiedersi quali siano gli interventi che la Giunta Fugatti ha fatto in termini di accoglienza in Trentino.  Quale sia quell'”accoglienza responsabile” citata dal governatore visto che il sistema di integrazione che un tempo era il fiore all'occhiello del nostro territorio, è stato completamente smantellato

 

Sono stati tagliati i fondi e gli spazi per corsi d'italiano e la stessa fine hanno fatto anche tutte quelle attività che erano fondamentali per garantire un'adeguata integrazione. Allo stesso tempo l'esperienza di accoglienza diffusa, sollecitata anche di recente dal governo nazionale, in Trentino è sparita. Si è preferito concentrare tutto a Trento riducendo però i posti a disposizione e costringendo molti richiedenti protezione internazionale a dormire all'aperto perché nelle strutture non ci sono più posti

 

Accogliere, promuovere e integrare sono parole chiave che, purtroppo, in questi anni la Giunta Fugatti ha dimenticato.  A scendere in campo, ancora una volta, è l'Arcidiocesi.  Sono stati attivati 30 posti letto a Casa San Nicolò dove è stato allestito un dormitorio temporaneo per rinforzare la rete delle altre strutture di accoglienza notturna già presenti sul territorio. “Ringraziamo il vescovo per aver messo a disposizione nuovi posti letto per l’emergenza freddo ma al tempo stesso anche il commissario del governo, il questore e tutte le forze dell’ordine che stanno lavorando per la sicurezza della città” ha precisato Fugatti. 

 

Tornando a Casa S. Niccolò, la Diocesi e la Fondazione Caritas diocesana hanno curato l'allestimento e la messa in disponibilità di 30 posti letto, mentre la Provincia con la Protezione civile provinciale hanno definito l'organizzazione e la gestione del dormitorio grazie al coinvolgimento dei volontari della Croce Rossa; il Comune di Trento in collaborazione con il Centro Astalli si è occupato dell'individuazione del gruppo di persone che saranno ospitate a S. Niccolò.

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