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Trento
09 maggio | 18:02

Muse, la protesta dei lavoratori: “Carichi insostenibili, turni comunicati con appena 24 ore di anticipo, orari minimi e massimi non garantiti”

Una cinquantina di addetti in appalto, dicono i sindacati, denunciano carichi di lavoro insostenibili e nessuna programmazione della turnistica: “Mentre il Muse gestisce la procedura di rinnovo dell'affidamento dei servizi esternalizzati, le cooperative gestiscono la proroga riducendo i costi al massimo e sfruttando oltremisura i lavoratori”

Muse, la protesta dei lavoratori: “Carichi insostenibili, turni comunicati con appena 24 ore di anticipo

TRENTO. Carichi di lavoro insostenibili e nessuna programmazione della turnistica: è questa la situazione che nel pomeriggio di oggi (giovedì 9 maggio) decine di addetti in appalto del Muse hanno denunciato fuori dal museo assieme a Fp Cgil. Una protesta che vede protagonisti giovani laureati, preparati e precari: l'identikit insomma delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto al Muse, dice Fp Cgil, che chiedono un cambio di marcia per “stabilizzare l'orario di lavoro su turnazioni rese ai lavoratori con un congruo anticipo, che vengano rispettate le norme in materia di orario di lavoro e straordinario e che si azzerino i residui negativi di banca”.

 

“Sono una cinquantina – dice la sigla – educatori museali, pilots, mediatori scientifici e custodi non più disposti a tollerare una situazione in cui la turnistica viene comunicata con appena 24 ore di anticipo, nessuno sa se, quanto e quando lavorerà nel mese in corso, le cooperative non garantiscono né gli orari minimiquelli massimi, alcuni lavoratori si trovano ad accumulare ore a debito ed altri a fare straordinari oltre ogni limite contrattuale, part time involontari che non consentono lo svolgimento di alcuna altra attività lavorativa. Una situazione che parte da lontano e che anno dopo anno è peggiorata. Non è un caso se dal 2013 al 2024 oltre 156 guide museali hanno deciso di lasciare il loro lavoro”.

 

Queste figure professionali, continua Fp Cgil: “Gestiscono fino a 70 classi al giorno, carichi di lavoro insostenibili che si sommano all'incertezza di un futuro legato al prossimo appalto. Attualmente le tre cooperative che operano dentro al museo stanno operando in regime di proroga dell'appalto ed i nodi stanno venendo al pettine. Mentre il Muse – denunciano Alberto Bellini e Gabriele Bianco, che seguono per Fp Cgil questa vertenza – gestisce la procedura di rinnovo dell'affidamento dei servizi esternalizzati, le cooperative gestiscono la proroga riducendo i costi al massimo e sfruttando oltremisura i lavoratori ed il Muse, come ha sempre fatto, scarica ogni onere di organizzazione direttamente su chi si occupa di erogare i servizi

 

L'aver portato alla luce del sole il malessere delle lavoratrici e dei lavoratori, conclude il sindacato, ha comunque prodotto un primo effetto: “Nel pomeriggio è arrivata la convocazione d'incontro del presidente Fugatti e della vice-presidente Gerosa. Incontreranno il sindacato e una delegazione di lavoratori e lavoratrici il prossimo 20 maggio.

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