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| 17 mar 2024 | 19:18

Non riconosce lo stato e viaggia con la targa autoprodotta: a Montichiari gli agenti fermano un'auto, ma la proprietaria si dichiara apolide e si rifiuta di scendere

All'interno della Citroen Picasso una 41enne partita da Mestre che, alla richiesta degli agenti di scendere dall'auto e di fornire i documenti, si è rifiutata, sostenendo di essere apolide e di non riconoscere lo Stato: la "trattativa" è durata oltre due ore, ma senza esito. Da quanto sembra apparterebbe ad un'organizzazione (o setta, ma non la stessa della 65enne, che invece fa parte del gruppo "Noi è io sono"), che non riconosce lo Stato e autoproduce ogni tipo di documento

Non riconosce lo stato e viaggia con la targa autoprodotta: a Montichiari gli agenti fermano un'auto

MONTICHIARI. Dopo il caso della 65enne che viaggiava con la patente "autoprodotta" e firmata con il sangue, con la quale - a suo dire - "poteva guidare ogni mezzo di trasporto esistente, aerei e navi compresi", fermata per due volte, a Villanuova sul Clisi e Rezzato, dalle forze dell'ordine bresciane (QUI ARTICOLO e QUI ARTICOLO) nelle scorse settimane, un altro caso anomalo - per non dire assurdo - si è verificato qualche giorno fa, ancora in provincia di Brescia.

 

La polizia locale di Montichiari, che prestava servizio all'esterno del Centro Fiera in occasione della rassegna "Vita in campagna", ha notato la presenza di un'auto, un Citroen Picasso di colore nero, parcheggiata che presentava una targa fasulla e, chiaramente, autoprodotta.

 

All'interno una 41enne veneta che, alla richiesta degli agenti di scendere dall'auto e di fornire i documenti, si è rifiutata, sostenendo di essere apolide e di non riconoscere lo stato. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco e il personale del 118 e la "trattativa" è durata oltre due ore, ma senza esito, perché la donna non si è mossa di un millimetro.

 

Le forze dell'ordine hanno appurato che la donna vive a Mestre e avrebbe raggiunto la fiera di Montichiari viaggiando con i figli minorenni. Da quanto sembra la 41enne apparterebbe ad un'organizzazione (o setta, ma non la stessa della 65enne, che invece fa parte del gruppo "Noi è io sono"), che non riconosce lo Stato e autoproduce ogni tipo di documento.

 

Dopo un tira e molla estenuante alle forze dell'ordine non è rimasto altro da fare che sanzionare la donna e invitarla a rientrare in Veneto con la sua vettura con targa finta.

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