“Orsi, approvato in Trentino il disegno di legge per abbattere fino a 24 esemplari in tre anni. Ma quelli avvelenati e bracconati sono compresi?”
L'intervento di Leal dopo il via libera della Giunta al Ddl per abbattere fino ad 8 esemplari l'anno: “Se il Ddl verrà approvato definitivamente, daremo il via ad azioni legali per impugnare i provvedimenti in applicazione delle stesse”

TRENTO. “Approvato in Trentino il disegno di legge per abbattere fino a 24 orsi in tre anni, ma quelli avvelenati e bracconati sono compresi?”. È questa la (provocatoria) domanda che gli attivisti della Leal (facendo riferimento a quanto emerso nelle scorse settimane durante una puntata di “Mi Manda Rai Tre” dedicata ai grandi carnivori in Trentino, Qui Articolo) rivolgono alle autorità trentine dopo il via libera della Giunta al Ddl per abbattere fino ad 8 esemplari di plantigradi l'anno (Qui Articolo).
“La norma – scrive l'associazione animalista – approvata il 19 gennaio dalla Giunta trentina deve ancora passare dal Consiglio provinciale; è basata sullo studio di Ispra che permetterebbe alla Provincia di abbattere fino a 8 esemplari all'anno per i prossimi tre anni. Il provvedimento fa riferimento al 'Rapporto grandi carnivori 2022' ed il disegno di legge conferma, tra l'altro, che spetta al presidente della Provincia la possibilità di disporre l'abbattimento dei singoli esemplari problematici”.
Come anticipato però: “Leal si domanda tuttavia se in questo conteggio siano compresi i ben sette orsi rinvenuti morti durante il solo 2023, più eventuali altri di cui si sono perse le tracce”. Come anticipato, nel corso di Mi Manda Rai Tre si era parlato di tre orsi avvelenati, un dato che la Provincia aveva smentito il giorno successivo precisando che “non c'è ancora alcuna evidenza per suffragare la tesi dell'avvelenamento quale causa della morte di alcuni dei plantigradi deceduti nel corso dell'anno appena concluso” (Qui Articolo).
“Se il Ddl verrà approvato definitivamente – dice Gian Marco Prampolini, presidente Leal – daremo il via ad azioni legali per impugnare i provvedimenti in applicazione delle stesse. E se Roberto Failoni, assessore alle foreste, caccia e pesca, ha presentato il provvedimento come 'un passo avanti frutto di un accordo col Governo: contenere la crescita e garantire la sicurezza', possiamo rispondere che visto che i plantigradi sono specie protetta attendiamo dalla Giunta altrettanta solerzia nel contrasto e nella condanna al bracconaggio e agli avvelenamenti sul territorio”.












