Orsi in Trentino, a "Mi manda Rai Tre" il caso di 3 animali avvelenati. Boitani: "La Pat deve avere un programma di gestione". Cia: "La gente è esasperata"
Sul caso del cucciolo M89 l'esperto spiega: "Il suo destino è stato segnato". L'intervento della giornalista Giannini: "Clima da Far West contro tutta la fauna". “Mi manda Rai Tre” ha riportato i dati dei 7 orsi uccisi nel 2023: di questi sono stati identificati M62 e F36. Tre esemplari risultano essere stati avvelenati

TRENTO. Il cucciolo M89? “Il suo destino è segnato”. “ Il problema non è il numero di orsi presenti il Trentino ma il numero degli eventuali conflitti e dei danni causati dai plantigradi. Il problema non sono tutti gli orsi ma quelli confidenti”. A dirlo è stato Luigi Boitani, professore ordinario di Zoologia alla Sapienza di Roma ma anche Presidente della Large Carnivore Initiative for Europe, considerato il padre della conservazione in Italia durante la trasmissione “Mi manda Rai Tre” andata in onda questa mattina (QUI LA PUNTATA COMPLETA).
Nel corso del programma condotto da Federico Ruffo, si è parlato della scomparsa dal 2005 al 2022 in Trentino di circa 40 orsi e della morte di Andrea Papi, ucciso da un'orsa mentre camminava in Val di Sole. Una tragedia che ha diviso ancora di più gli animi tra chi tollera orsi e altri animali selvatici e chi non vorrebbe vederli girare liberamente per boschi e montagne.
A discutere in studio e in collegamento, oltre al professore Boitani, anche il consigliere provinciale Claudio Cia e Sabrina Giannini, giornalista e conduttrice di 'Indovina chi viene a cena'. Nel servizio di introduzione al tema è stata ripercorsa la situazione in Trentino degli orsi, le vicende che hanno riguardato M49, soprannominato orso Papillon con il vizio di fuggire e l'orsa JJ4 che la scorsa estate ha ucciso Andrea Papi.
C'è poi il tema degli orsi trovati morti e degli avvelenamenti. “Mi manda Rai Tre” ha riportato l'uccisione di 7 orsi nel 2023: di questi sono stati identificati M62 e F36. Tre esemplari risultano essere stati avvelenati.
“Non sono a conoscenza dei dati e li apprendo ora. Questo – ha spiegato il consigliere Claudio Cia – dimostra che la popolazione è esasperata. Il problema oggi è che la politica non riesce ad essere incisiva perché viene fermata, non riesce ad intervenire. Così ci troviamo con persone che intervengono in modo illegale, da non giustificare, ma sintomo di un problema gestito in modo ideologico”.

A parlare di “clima da Far west” è invece la giornalista Sabrina Giannini. “Un clima – spiega – che non è limitato all'Adamello Brenta, ma un odio più ampio, verso tutta la fauna. Basta ricordare la proposta di qualche settimana fa di un parlamentare di Fratelli d'Italia di abbassare l'età a 16 anni per iniziare a cacciare, oppure quello dello stesso partito che ha messo delle cartucce per decorare l'albero di Natale. Siamo difronte ad una mala gestione della politica e che coinvolge tutte i partiti visto che anche in Trentino ci sono state giunte di centrosinistra e di centrodestra”.
Sempre sul tema degli orsi del Trentino la giornalista Giannini chiede “alla politica di prendersi le proprie responsabilità rispetto ai fatti di cronaca successi e al clima che si è venuto a creare”. Parole queste a cui Cia ha risposto ricordando che in Trentino “Inizialmente gli orsi presenti erano una decina per diventare oggi oltre 200”.
Numeri che però non vengono confermati dall'esperto Boitani. “In Trentino parliamo di un centinaio di orsi ed è una stima che la Provincia produce con un lavoro molto accurato” spiega. “Sette morti sono un buon numero ma quello che mi sembra importante rimarcare – spiega Boitani - e che 3 sono stati avvelenati e questo getta una luce anche sugli altri casi”.
Gli avvelenamenti avvenuti tutti di recente, continua il professore, “Sono frutto dell'esasperazione degli ultimi tempi. Ci sono colpe da parte della Pat che non ha fatto quello che doveva fare. Ma ci sono anche colpe degli animalisti che considerano ogni orso come sacro. Un misto di responsabilità”.
La “responsabilità primaria” continua Boitani “E' della Pat che dovrebbe mettere in campo una gestione dell'orso con un programma preciso”.
In tema di interventi messi in campo per non far avvicinare gli orsi ai centri abitati e di informazione alla popolazione, Claudio Cia ha ribadito che “sono stati fatti e i cittadini – ha spiegato nel corso della trasmissione – conoscono i comportamenti da adottare. Oggi l'impegno deve essere quello di fare tutto il possibile affinché l'orso non diventi confidente. Ma la politica spesso purtroppo non è messa nelle condizioni di adottare gli strumenti adatti. Dobbiamo garantire la sicurezza prima di tutto dei cittadini”.













