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Trento
13 maggio | 20:21

Dal Casteller ai corridoi faunistici, il Comitato Animali del Bosco: "Chi ci guadagna dai trasferimenti degli orsi?"

Il Comitato Animali del Bosco replica all'assessore Failoni: "Preferiscono illudere tutti su trasferimenti che dovrebbero salvare gli orsi, ma che invece li allontanano dal Trentino, per confinarli in uno zoo. E lontani dal Trentino, a chi importa poi di come andranno a stare? Via gli orsi, via il problema"

Dal Casteller ai corridoi faunistici, il Comitato Animali del Bosco: "Chi ci guadagna dai trasferimenti degli orsi?"

TRENTO. "Arriva la primavera e, come purtroppo ormai assistiamo da alcuni anni, si ripresenta il problema della gestione degli orsi in Trentino". A intervenire il Comitato Animali del Bosco. "Assistiamo a qualche interazione tra gli orsi che popolano i boschi e le attività dell’uomo e sistematicamente questi eventi sono presi a uso e abuso per criminalizzare una specie che rimane in via d’estinzione".

 

La Provincia vorrebbe trasferire Jj4 e M49 all'estero per riportare il Casteller alla funzione originaria. Le procedure non sono semplici. Pende invece la possibilità di portare l'orsa che ha aggredito e ucciso Papi sul monte Peller in Romania. Una prospettiva che non piace al Comitato. 

 

"E' drammatico vedere che gli orsi detenuti siano usati anche da associazioni che si definiscono di protezione animale per avvalorare la teoria del loro spostamento in parchi-zoo, dove sarebbero esposti al pubblico ludibrio, a pagamento, come fenomeni da baraccone, messi insieme agli altri orsi che nulla hanno a che vedere con selvaticità degli orsi del Trentino. E vale la pena ricordarlo, che gli orsi del Trentino sono selvatici e non sono come gli “orsi ballerini” che attualmente sono reclusi nei parchi zoo che vengono menzionati. E vale la pena ricordare anche che abbiamo proposto soluzioni sul territorio, che costerebbero molto meno dei sei-sette milioni di euro spesi la Trentino Music Arena da Fugatti, Failoni, Zanotelli e compagnia cantante. Un’area, guarda caso collocata proprio sotto il centro del Casteller, adibita a mega concerti, dove si sono scialacquati denari pubblici che gridano allo scandalo".

 

Per il Comitato una possibile strada è un'altra. "La proposta di creazione di un areale dedicato a ospitare gli orsi 'problematici', in tranquillità, non esposti al pubblico, in condizioni più vicine possibili al loro habitat naturale era stata portata avanti in diverse occasioni. Ma evidentemente questa soluzione non è politicamente conveniente, sia per i politici che per certe grandi associazioni, che preferiscono illudere tutti su trasferimenti che dovrebbero salvare gli orsi, ma che invece li allontanano dal Trentino, per confinarli in uno zoo. E lontani dal Trentino, a chi importa poi di come andranno a stare? Via gli orsi, via il problema. E, per esempio, si poteva proprio convertire il sito del Casteller, che si attornia di oltre 35 ettari di bosco di proprietà pubblica. Qui si sarebbe potuto realizzare un centro studi sull’orso, che avrebbe garantito una collocazione dignitosa e, nel contempo, alzato quel livello di sicurezza tanto decantato a chiacchiere dai governanti del Trentino".

 

Negli ultimi giorni si sono verificati alcuni incidenti tra auto e plantigradi in val di Sole. A il Dolomiti la Provincia ha però manifestato qualche dubbio sui corridoi faunistici. A questo si aggiungono i (più) numerosi episodi di scontri con ungulati e lupi. Ma la Provincia non sembra aver in agenda la creazione di corridoi faunistici (Qui articolo).

 

"Assistiamo alla manfrina di un assessore che continua a ribadire che i corridoi faunistici non sono una priorità nonostante i continui incidenti che coinvolgono fauna selvatica (oltre 500 incidenti all’anno che coinvolgono caprioli, oltre 200 che coinvolgono cervi; e ultimamente anche gli investimenti di orsi e lupi) e cittadini, alla faccia della sicurezza; un assessore che insiste su trasferimenti degli orsi, ma ammette che 'non c’è la fila alla porta' di Paesi che li vogliano; e di pari passo, si agganciano certe associazioni che insistono sul voler portare gli orsi in parchi zoo, adducendo che starebbero meglio. Chi ci guadagna da questi trasferimenti? Ce lo chiediamo".

 

Dal foraggiamento degli ungulati alle campagne di formazione-informazione, il Comitato evidenzia la necessità di rafforzare la prevenzione

 

"Gli orsi dovrebbero stare nei boschi, liberi come natura li ha creati; e per quelli definiti problematici, rispettando il Pacobace, cosa che la Provincia di Trento ancora non fa (ricordiamo che deve ancora gestire i rifiuti in maniera corretta, deve ancora avviare un serio processo di formazione-informazione, deve ancora predisporre avvisi corretti nelle zone di presenza degli animali, deve ancora eliminare i foraggiamenti degli ungulati, che sarebbero proibiti nelle zone di presenza dell’orso, ma sono 'tollerati') , la soluzione deve essere gestita sul territorio e non scaricando gli animali in parchi zoo; ricordiamo che gli orsi 'sono patrimonio indisponibile dello Stato' e non sono di proprietà di Fugatti, Failoni o associazioni varie che dicono di volere il bene degli animali, ma li vogliono trasferire in parchi zoo", conclude il Comitato Animali del Bosco.

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