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| 22 ott 2024 | 06:01

Orsi, giornate di allarmi, ''aggressioni'' e titoloni. Dai graffi(etti) al fungaiolo ai turisti che scivolano perché credono di aver visto un plantigrado: siamo alla psicosi collettiva

Il bilancio di questo weekend di incontri con orsi si è concluso, fortunatamente, benissimo. Dal caso di Rango a quello (inconsistente) del Monte Bondone gli esseri umani che si sono trovati ad essere ''aggrediti'' o spaventati da orsi di passaggio ne sono usciti giusto con qualche graffio (in confronto uno scontro con un cane sarebbe stato ben peggiore). In compenso è cominciata la solita psicosi collettiva sull'argomento che viene sempre più trattato con emotività facendo del male a tutte le parti in causa

TRENTO. Continua il delirio emotivo cavalcato anche dalla stampa locale sugli orsi. Prima l'incontro - scontro conclusosi come meglio non si poteva sabato pomeriggio tra un fungaiolo e un plantigrado. Poi una storia quasi indimostrabile di un turista che domenica si sarebbe ferito scappando da un orso sul Monte Bondone. Il tutto a generare titoli allarmistici, errori in serie, racconti diversissimi, dettagli inquietanti.

 

Partiamo dal secondo fatto: domenica sul Monte Bondone, sul Cornetto, un gruppetto di turisti (qualcuno ha scritto spagnoli) avrebbe visto in lontananza uno o più orsi. Grande spavento e via di fuga. Uno dei ragazzi nello scappare si sarebbe infortunato scivolando. Niente di che. Non è stata nemmeno necessaria l'ambulanza per riportarlo a valle. In ogni caso una vicenda dove non è successo nulla. Dalle nostre ricostruzioni (già di domenica pomeriggio ma avevamo ritenuto di non pubblicare niente visto che tutto appariva talmente inconsistente e fumoso) si sarebbe trattato di tre ragazzi indiani, vestiti in sneakers, mal attrezzati che in tarda mattinata stavano risalendo il sentiero verso il Cornetto in una zona nota per il passaggi di camosci.

 

All'improvviso avrebbero visto un orso, addirittura forse due (mamma con cucciolo?) comunque a una buona distanza. Si sono subito spaventati e sono scappati e uno sarebbe anche scivolato. A Malga Fragari avrebbero chiamato i forestali ed hanno raccontato loro quanto accaduto. Abbiamo chiesto un commento al riguardo alla Provincia che ci ha confermato la nostra versione dei fatti aggiungendo che non ci sono evidenze e prove che si sia trattato di un incontro con orsi. Insomma, tanto rumore per nulla.

 

E poi c'è l'aggressione al fungaiolo, operaio comunale di Bleggio Superiore (che qualche giornale ha definito anche custode forestale, aggiungendo che era arrivato in Trentino da pochi giorni: tutti elementi che hanno aumentato la confusione e rivelatesi non veri). Le ferite riportate dal 33enne sono apparse lievissime anche se il tono del comunicato stampa della Provincia era di quelli iperallarmistici: ''L'orso si è rivolto verso di lui colpendolo ripetutamente con le zampe e ferendolo alla schiena e alle braccia prima di allontanarsi''. Addirittura stanno emergendo ricostruzioni che andrebbero a mettere in dubbio la gravità dell'accaduto con il giovane che dopo l'incontro con l'orso sarebbe andato prima al bar e poi da lì sarebbe stato portato dal guardiacaccia. Il tutto prima di sentire i forestali o chiamare il 112.

 

Un esperto come il veterinario molisano Antonio Liberatore che si occupa da 30 anni di monitorare l'orso nel Parco nazionale d'Abruzzo ha risposto ad Alessandro Ghezzer (pagina Convivere con orsi e lupi si può?) che "Assolutamente no, quei graffi al massimo possono essere stati causati da un gatto o coniglio. Gli unghioni dell'orso non hanno la punta affilata, imprimono molta forza, causano lesioni lineari profonde parallelecome quelle che erano state causate al carabiniere ad Andalo da un plantigrado nel 2020. Ed effettivamente le unghiate di Andalo sono profonde e a coppie parallele, quelle del fungaiolo sopra Rango sono tante, fitte, come provocate da tanti rametti o unghiette. 

 


 

Ed effettivamente pur volendo restare alla versione ufficiale alla luce di quei graffietti viene da pensare che forse l'orso potrebbe aver smosso un ramo e aver colpito alle spalle con quello il giovane per poi darsi alla fuga. Si attendono le analisi ufficiali. Il tutto, comunque, a fronte di un contesto 'ambientale' in cui il giovane non si è comportato proprio da manuale: alle 17, con la pioggia, da solo, a cercare funghi in una zona frequentata da orsi. Solo poche settimane fa il Parco Adamello Brenta aveva lanciato un video nel quale spiegava le buone regole di comportamento per andare a funghi e qui siamo perfettamente fuori strada.

 

Insomma dopo due giorni di allarmi, titoli, orsi che inseguono ovunque persone spaventate il bilancio è di quelli veramente fortunatissimi: qualche graffio ipersuperficiale per un ragazzo e uno scivolone a terra per un altro che era in montagna con le scarpe da tennis e si è spaventato per conto suo. Se non è psicosi collettiva questa, poco ci manca

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