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Pioggia record, vola l'idroelettrico: “Produzione fino a 3 volte quella del 2023 e al 40% in più rispetto alla media”. Il punto di Dolomiti energia per l'estate

Nei primi mesi del 2024 il livello di precipitazioni registrato in Trentino è stato da record in molte aree e per il Gruppo Dolomiti energia si apre una stagione estiva con prospettive ben diverse rispetto a quelle dello scorso anno, quando si stava superando la dura fase di siccità che ha caratterizzato il 2022 ed i primi mesi del 2023. Ecco la situazione

Foto da Wikipedia di Superbass
Foto da Wikipedia di Superbass
Di Filippo Schwachtje - 15 giugno 2024 - 06:01

TRENTO. Da una parte i livelli di pioggia da record registrati in molte aree del Trentino dall'inizio dell'anno, dall'altra gli accumuli nevosi che resistono (e, in alcuni casi, aumentano, Qui il video della nevicata degli scorsi giorni sulla cima della Marmolada) alle alte quote. L'inizio dell'estate 2024 per il Gruppo Dolomiti energia è estremamente positivo e, mentre la produzione supera anche del 40% i livelli medi, le prospettive per i prossimi mesi sono buone proprio grazie alle riserve nivali che resistono oltre i 2.500 metri di quota scongiurando, si spera, le criticità relative alla gestione della risorsa idrica che in più occasioni si sono verificate negli ultimi anni (a partire dalla "guerra" dell'acqua tra Trentino e Veneto). Il Dolomiti, mentre a Trento da inizio anno è caduta la pioggia totale che mediamente si raggiunge attorno al 10 novembre (Qui Articolo), ha contattato il responsabile produzione del Gruppo De, Francesco Colaone, per fare un punto sull'evoluzione in vista nei mesi estivi.

 

“La situazione attuale di bacini e serbatoi è assolutamente positiva – spiega a il Dolomiti –. La maggior parte degli invasi, grazie alle precipitazioni nevose invernali e alle abbondanti piogge primaverili, registrano attualmente una grande quantità d'acqua, come non se ne vedeva grosso modo da due anni e mezzo. Il tasso di riempimento è in linea con le quote storiche per il periodo (con i livelli massimi quindi, visto che la tarda primavera è tendenzialmente la fase nella quale la disponibilità di acqua è maggiore ndr) e in alcuni bacini abbiamo registrato una quantità di risorsa anche maggiore rispetto alla media stagionale. Attualmente stiamo recuperando spazi liberi all'interno dei bacini stessi per mantenere una capacità di laminazione, di invaso ulteriore”. In altre parole l'obiettivo è quello di garantire, con rilasci controllati, dei volumi liberi e quindi la possibilità di 'utilizzare' i bacini per limitare le portate dei torrenti a valle in caso di precipitazioni intense.

 

Una condizione che, in questa fase, riguarda principalmente il bacino di Santa Giustina (il più grande con i suoi 180 milioni di metri cubi), al centro di un aggiornamento tenuto proprio dal Gruppo De con la Protezione civile negli scorsi giorni per fissare il mantenimento di volumi di sicurezzaall'interno del lago. “Al momento non ci sono situazioni critiche – continua Colaone – ma l'idea è quella di garantire per i prossimi mesi anche questa possibilità di utilizzo degli invasi”. Altri serbatoi importanti, come quelli di malga Bissina e malga Boazzo nel bacino del Chiese, sono pieni attualmente attorno all'80/85%, stessa situazione per i laghi di Stramentizzo, San Colombano e Pra da Stua che hanno di fatto raggiunto il massimo. Salendo più in quota, nei bacini per esempio di Pian Palù e Careser in Val di Sole, il tasso di riempimento è invece più lento proprio a causa del minor apporto (per ora) delle acque di fusione.

 

La produzione, come anticipato, sta quindi andando a gonfie vele: “Soprattutto – continua il responsabile produzione De – se guardiamo al paragone con i periodi più di magra del 2022 e dei primi mesi del 2023, possiamo dire di essere tornati oggi in una sorta di normalità. In particolare rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso vediamo una produzione anche di 2-3 volte maggiore, con un 30-40% in più rispetto alla media storica. Chiaramente stiamo ragionando su base trimestrale e non possiamo dare attualmente un'indicazione sulla produzione annuale. Naturalmente, se i livelli di precipitazione dovessero calare nettamente l'anno potrebbe anche finire in media. Certo è che guardando ai primi mesi del 2024 possiamo dirci soddisfatti, soprattutto perché nonostante la grande presenza di acqua non ci sono state problematiche o criticità particolari agli impianti o alle zone circostanti”.

 

Ma se le previsioni meteorologiche a lungo termine rimangono un'incognita, di certo c'è che anche le prospettive, guardando alle riserve nivali sopra i 2.500 metri, sono buone: “Ora – conclude Colaone – l'auspicio è che la crescita termica sia lenta e costante, portando ad una fusione graduale della neve in quota per utilizzare al meglio la risorsa non solo nell'ambito idroelettrico, ma anche in agricoltura. Come abbiamo visto spesso negli ultimi anni però, la crescita delle temperature tende ormai ad essere sempre più repentina”.

 

Come spiegano dall'Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia, a livello generale la disponibilità idrica del territorio è alta e attualmente anche l'Adige fa registrare una portata, al ponte di San Lorenzo (dato rappresentativo a livello di regolazione sia per quanto riguarda la scarsità idrica che per la gestione dei livelli alluvionali, basti pensare che la decisione relativa all'apertura della galleria Adige-Garda viene presa proprio in base al superamento dei 5 metri di livello idrometrico alla stazione di misurazione trentina), ben più alta della media. Ad aprile in particolare è stato quasi raggiunto il massimo storico mentre guardando agli ultimi giorni, dal 9 giugno la portata non è mai scesa al di sotto dei 600 metri cubi al secondo, arrivando anche a toccare i 950 metri cubi al secondo nella notte tra il 13 e il 14 di giugno. Storicamente la media mensile per giugno è pari a 377 metri cubi al secondo. Come detto però, la situazione è simile su tutto il territorio: alla stazione di rilevamento di Sarche per esempio, il Sarca ieri (14 giugno) si manteneva a un livello di portata pari a circa il 90% del massimo, seguendo il trend registrato in più occasioni durante i primi mesi del 2024.

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