''Rischio geologico elevato", l'appello del Coordinamento per la tutela del Garda: "La ciclovia è pericolosa, costosa e devastante. Il progetto va fermato"
Le associazioni si sono riunite per chiedere lo stop alla realizzazione del progetto della pista ciclopedonale del Garda, considerato “un pericolo per la sicurezza dei cittadini e per la salvaguardia del paesaggio”

GARDA. “No alla ciclovia del Garda pericolosa, costosa, devastante”, a chiederlo è il Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda. Le associazioni di tutela ambientale delle tre regioni lambite dalle acque del lago si sono riunite per chiedere lo stop alla realizzazione del progetto della pista ciclopedonale del Garda, considerato “un pericolo per la sicurezza dei cittadini e per la salvaguardia del paesaggio”.
Stiamo parlando di progetto che è al centro di molte discussioni perché, hanno spiegato le associazioni, “la zona di realizzazione presenta un rischio geologico di livello massimo (P4), che può compromettere la fruibilità e la sicurezza dell'infrastruttura, anche alla luce di frane di medie e grosse dimensioni verificatesi recentemente”.
É il caso dello smottamento del 4 gennaio 2024 a Limone sul Garda, che ha causato il distaccamento di 30 metri cubi di roccia sulla Gardesana, preceduto da numerose frane nell'ultimo anno, non ultima quella del 16 dicembre nella località di Tremosine le cui conseguenze sono state la chiusura della statale 45bis e della Strada della Forra.
Queste sono le motivazioni principali per cui è stata richiesta la definitiva archiviazione del progetto, in quanto la ciclovia incrementerebbe il rischio di crolli, già maggiorato dai cambiamenti climatici in una zona da tempo sotto controllo.
Inoltre i membri del coordinamento criticano che la ragione principale di questo progetto sia di natura economica, “per incentivare il turismo e per ricavarne un guadagno, «con totale disprezzo per l’impatto paesaggistico”.
“Siamo ancora a chiedere con forza alla Provincia di Trento l’immediata sospensione e definitiva archiviazione, per motivi innanzitutto di sicurezza, della costruzione del tratto della sponda ovest trentina, Unità Funzionale 3.1 e la rimanente progettazione delle Unità Funzionali UF 3 e UF 2 (tratti a sbalzo) e che venga scelta definitivamente l’alternativa via acqua, più sostenibile e sicura” hanno ribadito le realtà che fanno parte del Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda che sollecitano la Provincia Autonoma di Trento a non realizzare questo progetto.












