Contenuto sponsorizzato
Trento
08 gennaio | 18:44

''Rischio geologico elevato", l'appello del Coordinamento per la tutela del Garda: "La ciclovia è pericolosa, costosa e devastante. Il progetto va fermato"

Le associazioni si sono riunite per chiedere lo stop alla realizzazione del progetto della pista ciclopedonale del Garda, considerato “un pericolo per la sicurezza dei cittadini e per la salvaguardia del paesaggio”

Rischio geologico elevato, l'appello del Coordinamento per la tutela del Garda
di Isotta Maria Colasanti e Michele Terragnolo (Liceo Prati)

GARDA. “No alla ciclovia del Garda pericolosa, costosa, devastante”, a chiederlo è il Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda. Le associazioni di tutela ambientale delle tre regioni lambite dalle acque del lago si sono riunite per chiedere lo stop alla realizzazione del progetto della pista ciclopedonale del Garda, considerato “un pericolo per la sicurezza dei cittadini e per la salvaguardia del paesaggio”. 

 

Stiamo parlando di progetto che è al centro di molte discussioni perché, hanno spiegato le associazioni, “la zona di realizzazione presenta un rischio geologico di livello massimo (P4), che può compromettere la fruibilità e la sicurezza dell'infrastruttura, anche alla luce di frane di medie e grosse dimensioni verificatesi recentemente”. 

 

É il caso dello smottamento del 4 gennaio 2024 a Limone sul Garda, che ha causato il distaccamento di 30 metri cubi di roccia sulla Gardesana, preceduto da numerose frane nell'ultimo anno, non ultima quella del 16 dicembre nella località di Tremosine le cui conseguenze sono state la chiusura della statale 45bis e della Strada della Forra.

 

Queste sono le motivazioni principali per cui è stata richiesta la definitiva archiviazione del progetto, in quanto la ciclovia incrementerebbe il rischio di crolli, già maggiorato dai cambiamenti climatici in una zona da tempo sotto controllo. 

Inoltre i membri del coordinamento criticano che la ragione principale di questo progetto sia di natura economica, “per incentivare il turismo e per ricavarne un guadagno, «con totale disprezzo per l’impatto paesaggistico”.

 

“Siamo ancora a chiedere con forza alla Provincia di Trento l’immediata sospensione e definitiva archiviazione, per motivi innanzitutto di sicurezza, della costruzione del tratto della sponda ovest trentina, Unità Funzionale 3.1 e la rimanente progettazione delle Unità Funzionali UF 3 e UF 2 (tratti a sbalzo) e che venga scelta definitivamente l’alternativa via acqua, più sostenibile e sicura” hanno ribadito le realtà che fanno parte del  Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda che sollecitano la Provincia Autonoma di Trento a non realizzare questo progetto.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 21:25
L'uomo stava compiendo un'escursione assieme ad un amico e, mentre stava percorrendo in discesa il sentiero 370, che da Malga Termoncello rientra a [...]
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:59
Parte nelle Prealpi trevigiane la storia di Luca Parussolo, giovane allevatore che ha ereditato la passione e l’arte di fare formaggio dalla [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato