Rsa, 250 mila euro dalla Regione per la formazione del personale
Le attività formative potranno essere estese anche a soggetti privati. L'assessore regionale Carlo Daldoss: "La mancanza di operatori delle case di riposo e di personale qualificato è un problema che ormai si trascina da anni, vogliamo aiutare le strutture del territorio finanziando attività formative e di aggiornamento per dipendenti delle aziende e loro associazioni"

TRENTO. Tra i tanti temi di estrema attualità per il sistema delle Rsa trentine - oltre alla mancanza di posti, alla loro distribuzione non omogenea sul territorio e alla questione dell'adeguamento delle rette – spicca quello della formazione del personale con Upipa che, nelle scorse settimane, aveva rimarcato l'importanza della valorizzazione professionale e del poter garantire un giusto numero di professionisti nelle strutture.
Una risposta, in tal senso, è arrivata dalla Regione Trentino Alto Adige con la giunta regionale che ha stanziato 250 mila euro per l'Unione Provinciale per l'assistenza del Trentino e altrettanti per l'Associazione per le residenze degli anziani in Alto Adige, con l'obiettivo di "aiutare le strutture ad avere personale sempre più formato e competente, istruendo inoltre nuovi lavoratori del settore".
“La mancanza di operatori delle case di riposo e di personale qualificato è un problema che ormai si trascina da anni – ha commentato l’assessore regionale Carlo Daldoss – e proprio per questo motivo vogliamo aiutare le strutture del territorio finanziando attività formative e di aggiornamento per dipendenti delle aziende e loro associazioni, organizzati dalle associazioni rappresentative delle aziende stesse o dalle Province autonome di Trento e di Bolzano”.
Le attività formative, viene specificato, potranno essere estese anche a soggetti privati, nel rispetto delle priorità dei destinatari.
“È importante continuare a sostenere e promuovere iniziative di aggiornamento – ha concluso Daldoss – e dobbiamo garantire una sempre più qualificata e competente professionalità degli addetti all’assistenza agli anziani e agli ospiti delle nostre case di riposo”.












