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| 26 dic 2024 | 21:36

Scatta il divieto di fumare sigarette e sigari in tutte le aree pubbliche, comprese vie e strade. A Milano le restrizioni saranno in vigore dal primo gennaio 2025

Nella metropoli vigeva già il divieto di fumare all'interno dei parchi, alle fermate dei mezzi pubblico, nelle aree gioco per bimbi, nelle aree cani, nei cimiteri e nelle strutture sportive (anche se era poco rispettato). Così come è formulato il regolamento non chiarisce però se sarà possibile fumare ai tavolini degli spazi esterni a locali e ristoranti, i cosiddetti "dehors"

MILANO. Dal primo gennaio a Milano non sarà possibile fumare nelle aree pubbliche, comprese le vie e le strade di tutto il territorio comunale. Le eccezioni? Le aree isolate dove le persone potranno mantenere una distanza di almeno 10 metri l'una dall'altra.

 

Il divieto di fumo all'aperto era già in vigore dal primo gennaio 2021 e, seppur poco osservato, vietava di accendere e consumare sigarette e sigari all'interno dei parchi, alle fermate dei mezzi pubblico, nelle aree gioco per bimbi, nelle aree cani, nei cimiteri e nelle strutture sportive.

 

Nel medesimo regolamento era altresì esplicitato che, il primo gennaio 2025, sarebbero entrati in vigore ulteriori divieti, estendendo la zona "off limits" per il fumo "a tutte le aree pubbliche, ivi incluse le aree stradali, salvo in luoghi isolati dove sia possibile il rispetto della distanza di almeno 10 metri da altre persone".

 

Il divieto vale per il fumo di tabacco, ma non per le sigarette elettroniche, mentre la norma è "vaga" sui dispositivi che scaldano il tabacco ma senza bruciarlo e, per questo, sono in tanti a chiedere delucidazioni. E, non solo, perché c'è un altro grande dubbio che attanaglia migliaia di esercenti e clienti: negli spazi esterni a locali e ristoranti, i cosiddetti "dehors", si potrà sedersi, consumare e fumare, oppure sarà vietato in quanto non viene rispettata quella che è una vera e propria "distanza di sicurezza"?

 

Così come è formulato il regolamento, il passaggio non è chiaro. E la questione è tutt'altro che di poco conto.

 

Il comune ha motivato il divieto con la necessità di tutelare la salute della popolazione, limitando il fumo passivo per i bambini. 

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