Multe, giro di vite: 216 euro a chi getta un mozzicone dal finestrino dell'auto, sino a 18mila euro per oggetti più grandi. E potranno essere utilizzate le telecamere
Ad incorrere nella multa non sarà chi colto "in flagranza", perché le violazioni potranno essere rilevate anche attraverso le telecamere, pubbliche o private, visto che è prevista la contestazione differita dell'infrazione: questo significa che per le forze dell'ordine non sarà necessario fermare immediatamente sul posto il trasgressore come, invece, era previsto dalla precedente normativa. In alcuni casi si rischia la sospensione della patente e l'arresto
TRENTO. Gettare un mozzicone di sigaretta o una cartaccia dal finestrino della macchina costerà carissimo agli automobilisti o ai passeggeri delle vetture.
E, ancora di più, se l'incivile di turno verrà "beccato" a lanciare una lattina, una bottiglia o un sacchetto di rifiuti.
Il "giro di vite" arriva con il nuovo articolo 15, comma 1, lettera f-bis, del Codice della Strada, introdotto dal decreto "Terra dei Fuochi", in vigore da sabato 9 agosto, che vieta di "insozzare la strada o le sue pertinenze gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento".
Il che, tradotto "in soldoni", significa che l'incivile, se scoperto a lanciare un mozzicone di sigaretta, un fazzoletto, una cartaccia o altri oggetti di piccole dimensioni, dovrà pagare una sanzione che va da 216 (minimo) a 866 euro.
E, attenzione, perché ad incorrere nella multa non sarà chi colto "in flagranza", perché le violazioni potranno essere rilevate anche attraverso le telecamere, pubbliche o private, visto che è prevista la contestazione differita dell'infrazione: questo significa che per le forze dell'ordine non sarà necessario fermare immediatamente sul posto il trasgressore come, invece, era previsto dalla precedente normativa.
Ma non è finita perché, nei casi più gravi (lancio o abbandono di rifiuti di dimensioni maggiori, come lattine, bottiglie o sacchetti), l'illecito diventerà un reato contravvenzionale, con il rischio di una denuncia, un'ammenda che varierà da 1.500 a 18mila euro, oltre alla sospensione della patente sino a 6 mesi.
E, se l'abbandono di rifiuti dovesse avvenire vicino a fiumi o in zone già inquinate, il reato prevede addirittura l'arresto con la reclusione da 6 mesi a 5 anni e mezzo.
Il nuovo quadro normativo distingue, dunque, tra diversi livelli e, nei casi di maggior gravità, il veicolo potrebbe essere sequestrato, con particolare attenzione ai mezzi aziendali utilizzati per lo smaltimento degli illeciti.
"Si tratta di un passo avanti fondamentale nella lotta contro una delle pratiche più vergognose e dannose per il nostro ambiente e la nostra comunità - commenta Luca De Gaetano, presidente e fondatore di Plastic Free Onlus, l'associazione che dal 2019 si occupa di sensibilizzazione contro l'inquinamento da plastica e rifiuti abbandonati -. L'incremento delle sanzioni deve funzionare da deterrente reale: ci aspettiamo che i trasgressori non restino impuniti ma vengano perseguiti, così da lanciare un messaggio chiaro a tutti e porre fine a questo malcostume. Questa stretta normativa, unita all’uso intelligente delle tecnologie di videosorveglianza, è la dimostrazione che il cambiamento è possibile se si uniscono sensibilizzazione, impegno civico e strumenti legislativi efficaci".


















