Scuola, in arrivo un voucher per aiutare i ragazzi delle terre alte a pagare la retta del convitto. De Francesch: "Aiuto concreto che vuole agevolare il diritto allo studio"
Il contributo sarà assicurato dalla Provincia e dal Consorzio Bim Piave e coprirà con un fondo congiunto l'aumento di 160 euro della retta del convitto "Sperti"

BELLUNO. Dal prossimo anno scolastico arriverà un voucher per aiutare le famiglie dei ragazzi delle "terre alte", costretti ad alloggiare in città a Belluno per motivi di studio e che frequentano il convitto Sperti, a sostenere i costi delle rette.
Il contributo sarà assicurato dalla Provincia e dal Consorzio Bim Piave alla luce del fatto che le rette sono cresciute da 520 a 680 euro mensili, e proprio i 160 euro di differenza saranno coperti da un fondo messo a disposizione in modo congiunto.
La disposizione è stata comunicata a Kairos e Opera diocesana San Martino - proprietaria dell’immobile di via Feltre che ospita il convitto - nel corso di una riunione convocata da Provincia e Bim e a cui hanno partecipato il presidente del Consorzio Marco Staunovo Polacco e la consigliera provinciale delegata all’istruzione Vanessa De Francesch.
"Si tratta di un aiuto concreto alle terre alte che vuole agevolare il diritto allo studio" spiega la consigliera De Francesch, che specifica: "Per chi abita nelle aree più periferiche della provincia, la scelta della scuola superiore non è sempre dettata solo dalle inclinazioni, ma troppo spesso da motivazioni di natura logistica. E in assenza di convitti statali a Belluno, è quanto mai importante il servizio offerto dallo Sperti. Per questo, insieme al Bim in un gioco di squadra territoriale e a beneficio delle famiglie, abbiamo pensato a un voucher per coprire i maggiori costi a carico degli utenti del servizio. Ora si tratta di definire nel dettaglio le modalità di erogazione e l’importo totale che metteremo a disposizione noi e il Consorzio".
Intanto, Provincia e Consorzio Bim Piave hanno chiuso anche l’accordo per il pregresso, vale a dire i contributi per l’anno scolastico 2023-2024: in base all’ammontare delle rette dello scorso anno sono stati infatti impegnati 45 mila euro, con le risorse che saranno erogate all’Opera diocesana che aveva contribuito a mantenere basse le rette lo scorso anno.
"Rimane alta l’attenzione per un servizio che è importante per le famiglie ma che, come è normale che sia, risulta oneroso" afferma il presidente del Consorzio Bim Piave Marco Staunovo Polacco, che spiega: "Il contributo per lo scorso anno e quello per il prossimo sono misure di aiuto verso quella parte di territorio che sconta la perifericità. È uno strumento di perequazione territoriale che serve a ridurre le distanze fisiche e aumentare le possibilità di formazione e studio per i nostri ragazzi".














