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| 03 ago 2024 | 10:34

Sondaggio della Provincia per capire se i trentini sono contro gli orsi, l'esito meno scontato del previsto: in 13 anni i contrari cresciuti 'solo' dell'11%

Da quando gli orsi erano circa una trentina e non si era ancora registrata nessuna aggressione ad oggi l'opinione dei trentini è cambiata ma non in maniera plebiscitaria (come certa politica vuol far credere). Il sondaggio (condotto su 1200 persone) fissa che chi considera la presenza dei plantigradi ''per niente gradita'' sono il 32% dei trentini mentre quelli che la ritengono ''poco gradita'' il 41%. Un trentino su quattro, poi, si dichiara apertamente contrario alla legge ''ammazza orsi''

TRENTO. Ci mancava pure questa: la Provincia di Trento che, dopo 13 anni di silenzio, decide di fare un sondaggino e commissiona uno studio per farsi dire che quanto fa la Provincia di Trento non piace a chi vive nella Provincia di Trento. Il risultato, però, al di la dei proclami da comunicati stampa è meno 'lusinghiero' di quel che ci si potesse aspettare per l'amministrazione Fugatti. I trentini, infatti, pare non siano così 'cattivi' come li vuole dipingere chi governa il territorio. 

 

Di fatto, spiega la Pat, tre trentini su quattro sarebbero contrari alla presenza dell'orso anche se quelli 'intransigenti', che definiscono 'per niente gradita' li plantigradi sono 1 su 3. Il sondaggio, come dicevamo, smoscia abbastanza l'ira funesta di chi vorrebbe spazzare via ogni presenza plantigrada visto che se il dato negativo raggiunto oggi tra residenti che ritengono 'per niente gradita' la presenza dell'orso e quelli che la ritengono 'poco gradita' si attesta al 73%, nel 2011 quindi 3 anni prima che ci fosse il primo vero caso di aggressione, quello di Daniza, quando gli orsi attestati in Trentino erano tra i 33 e i 36 esemplari i 'contrari' erano il 62%. Quindi in 13 anni, con la popolazione di orsi triplicata, una persona che ha perso la vita in un incidente, le aggressioni che tutti conoscono, la polarizzazione costruita anno dopo anno, gli 'scontri' con animalisti e compagnia cantante questa percentuale è cresciuta 'solo' di 11 punti. 

 

L'indagine è stata condotta da Bva Doxa ed è commissionata da Trentino Sviluppo per rilevare il livello di informazione, gradimento e preoccupazione dei trentini, in merito alla presenza dell’orso bruno (1.200 interviste telefoniche a un campione rappresentativo della popolazione tra il 21 giugno e l’8 luglio 2024). La Provincia autonoma di Trento in precedenza aveva fatto sondaggi simili sul tema nel 1997, nel 2003 e nel 2011.

 

Secondo la rilevazione di BVA Doxa, il 32% dei residenti in Trentino considera la presenza dei plantigradi "per niente gradita” (percentuale che sale al 37% nel Trentino Occidentale), mentre per il 41% è "poco gradita": complessivamente, il 73% dei trentini giudica negativamente la presenza degli orsi sul proprio territorio. Un dato che, come detto, nel 2011 si attestava al 62%. Tra le motivazioni più comuni di chi si dice contrario alla presenza dell’orso, vi è l'opinione secondo cui questi animali "sono pericolosi per l'uomo" (36%), seguita da "sono troppi e vanno regolati" (28%) e "fanno paura" (22%). Il 21%, inoltre, sostiene che la propria contrarietà derivi dalle limitazioni dei comportamenti che inducono gli orsi con la loro presenza. 

 

La Provincia, poi, comunica che l'indagine indagherebbe anche ''il gradimento dei trentini rispetto alla legge provinciale - aggiornata a marzo 2024 - che consente al presidente della Provincia autonoma di Trento di disporre l’abbattimento degli orsi problematici: il 69% si dichiara favorevole, mentre il 25% si dice contrario''. Anche qui dati piuttosto in controtendenza con quanto atteso visto che 1 trentino su 4 si dichiara apertamente contrario alla legge ''abbatti orsi''. 

 

 

Il senso di preoccupazione personale per la presenza dell’orso coinvolge il 56% degli intervistati (nel 2011 la preoccupazione complessiva era pari al 17%). Chiaro il ricordo degli attacchi degli orsi agli uomini in Trentino, di cui parla l’87% degli intervistati. Tra di loro, il 53% dichiara di aver cambiato le proprie abitudini. I cambiamenti si rilevano maggiormente nel Trentino Occidentale (61%) e tra le donne (55%) e riguardano soprattutto “frequentare meno i boschi” (87%) ed "evitare zone poco frequentate” (29%). Affermazioni in controtendenza con, invece, i trend del turismo che vedono le montagne e i boschi del Trentino sempre più frequentati. 

 

 

Dell'analisi, inoltre, emerge che il 75% degli intervistati si dichiara informato sui comportamenti da adottare in presenza dell’orso, soprattutto i giovani di età compresa tra i 18 ed i 34 anni (81%).

 

Fondamentale appare infine proseguire con le misure adottate: il 79% è favorevole al fatto che l’Amministrazione provinciale sostenga i costi necessari per la gestione degli orsi. In questa direzione si colloca l'assunzione di 25 nuovi operatori per rafforzare il Corpo forestale trentino, impegnato nel controllo e nel presidio del territorio a garanzia della sicurezza delle persone: in campo tutti gli strumenti a disposizione, dai monitoraggi alle trappole a tubo, fino alle azioni di informazione con il posizionamento dei nuovi cartelli (ne sono stati pianificati 5.000 circa) nelle aree frequentate dagli orsi e le iniziative di sensibilizzazione riguardo i comportamenti da mettere in atto a tutela dell’incolumità di residenti e ospiti. Fa parte di queste azioni anche il continuo confronto con le autorità dello Stato sulla liberalizzazione degli spray anti-orso, che ha un tasso di efficacia stimato pari al 97%.

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