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| 26 giu 2024 | 18:37

Stop agli esperimenti su 2000 cani beagle: sospese dal Tar le attività di una multinazionale farmaceutica. Esulta la Lav

Il Tar del Lazio accoglie la richiesta della lega anti vivisezione: Aptuit, la multinazionale di sperimentazione farmaceutica con sede a Verona, fino al pronunciamento di merito del prossimo 16 dicembre non potrà proseguire con esperimenti sui 2000 cani beagle attualmente utilizzati 

Stop agli esperimenti su 2000 cani beagle: sospese dal Tar le attività di una multinazionale farmaceutica
di Redazione

TRENTO. Una sospensione delle autorizzazioni per sei mesi: Aptuit, la multinazionale di sperimentazione farmaceutica con sede a Verona, fino al pronunciamento del Tar di merito il prossimo 16 dicembre non potrà proseguire con esperimenti sui 2000 cani beagle attualmente utilizzati. Questa la decisione del Tar del Lazio che ha accolto la richiesta di Lav, che ora esulta sostenendo in una nota stampa di “aver battuto per questo primo round il Ministero della Salute e il Consiglio Superiore di Sanità per i quali evidentemente era tutto a norma”. 

 

Il Tar nella sentenza dichiara che “appaiono sussistere gravi illegittimità commesse all’interno dello stabulario in relazione alla modalità di detenzione dei cani nonché in relazione alla qualificazione del dolore, alla classificazione delle procedure ed alla pratica del riutilizzo; - che per l’articolo 9 della Costituzione e per l’articolo 13 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea è necessario assicurare il benessere degli animali”.

 

Entusiasmo nelle parole di Valeria Albanese, area ricerca senza animali Lav: “Un traguardo mai raggiunto prima d’ora contro la vivisezione in Italia. Un risultato eccezionale che ha visto Lav, i suoi esperti e i suoi legali lavorare per anni, al fine di svelare le irregolarità di quanto succede tra le mura di Aptuit”. A seguito di quanto Lav aveva portato alla luce con le denunce, confluite in un’indagine della procura di Verona e poi in un sequestro di animali, Lav aveva chiesto che le autorizzazioni venissero sospese per interrompere definitivamente gli esperimenti sui cani e liberare gli animali ancora rinchiusi e il Tar ha accolto questa richiesta. 

 

“Come accade sempre quando riusciamo ad ottenere dei dati relativi alla vivisezione – ha proseguito Albanese -, ciò che si rivela dietro il silenzio omertoso della sperimentazione animale va oltre ogni immaginazione: gli animali nei laboratori soffrono prima, dopo e durante gli esperimenti e a questi abusi si aggiungono ulteriori violenze”.

 

“Il Ministero della Salute in diverse occasioni ci ha negato l’acquisizione dei documenti richiesti o ce li ha forniti solo in parte, avallando pretesti di difesa del diritto alla riservatezza dell’Azienda. Non ci siamo fermati davanti a questi rifiuti e, in nome del principio di trasparenza e del diritto di Lav di conoscere cosa accadeva nello stabulario, abbiamo ottenuto l’accesso ai dati dopo sei ricorsi e sei vittorie al Tar che ha sempre confermato il diritto di Lav a sapere cosa stava accadendo. E’ stato un lavoro durato due anni che ha coinvolto esperti scientifici e legali che hanno evidenziato come le informazioni ottenute fino a quel momento mostravano numerosi profili di criticità, come poi dimostrato anche dalle ispezioni dei carabinieri e dei veterinari che hanno portato la procura di Verona a decretare il sequestro degli animali, l’apertura delle indagini a carico dell’allora presidente e della veterinaria e la richiesta che venisse valutato per loro il giudizio per i reati di maltrattamento e uccisione di animali”.  

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